Il Falsomagro in rete


Obama 2 – Justin Bieber 0

Barack Obama si prende una seconda vittoria nei confronti del cantante canadese Justin Bieber: dopo essere finalmente riuscito, grazie alla revisione dell’algoritmo che sta alla base del servizio, a spodestare il giovane Biberon dal trono di Klout come personaggio più influente del web, ha polverizzato il record di retweet detenuto dal Justin.

Uno status del cantante, in ricordo di una piccola fan di 6 anni morta di cancro era arrivato a quasi trecentomila ricondivisioni su Twitter, ma lo status “Four More Years” accompagnato dalla foto dell’abbrraccio con Michelle ha passato in breve gli 800.000 retweet, con un grande successo anche su Facebook, con più di 4 milioni di “Mi Piace”.

La foto ha scatenato una piccola polemica in rete, in quanto definita non autentica: effettivamente non è uno scatto relativo alla gioia della rielezione, ma una fotografia risalente a tre mesi prima e scelta dallo staff del presidente per il suo carico simbolico. Una scena all’aperto, luminosa, ma intima e che sottolineava il rapporto con la moglie, fondamentale nella struttura comunicativa di Obama. A vedere dal numero di condivisioni si può dire che è stata una scelta azzeccata

Il CD player di Sony compie trent’anni


Trentenni del 1982
, cominciate a sentirvi vecchi? Sappiate che siete in buona compagnia: anche il lettore CD player ha appena varcato la soglia dei trent’anni! Era infatti il primo ottobre 1982 quando Sony mise in commercio il suo primo lettore CD, Sony CDP-101, un credenzone nero con cui ascoltare a casa i primi Compact Disc, che avevano cominciato ad essere prodotti nel 1980.

Il CD è stata certamente una storia di successo, anche grazie alla sua capacità di diventare uno dei mezzi di storage più diffusi al mondo, uscendo dal solo uso musicale. Nonostante alcuni attriti iniziali tra Sony e Philips, anche dovuti ad alcuni ritardi per cui i Giapponesi arrivarono inizialmente sul mercato con il primo player solo nel paese del Sol Levante, estendendo poi più tardi la commercializzazione al resto del mondo, la diffusione del Compact Disc è stata davvero planetaria: altri standard arrivati dopo hanno avuto vita molto più difficile a causa delle lotte tra i diversi consorzi. Già la diatriba tra DVD + e – aveva dato un assaggio, ma la battaglia tra Bluray e HD-DVD ha mostrato come il disaccordo tra i produttori possa essere la prima fonte dell’insuccesso di un formato.

Il CD ha più di trent’anni e il player di Sony li ha appena compiuti, eppure stiamo ancora utilizzando il formato nella vita di tutti i giorni, anche se l’arrivo dei formati digitali mp3 ha radicalmente cambiato lo scenario: e voi trentenni, come vi sentite? Vecchi come un CD a confronto dell’ultimissimo iPod da millemila Gigabyte?

Diario di Facebook: l’importante è usarlo al meglio

La configurazione Diario di Facebook è ormai attiva da molti mesi, ma guardando un po’ di profili in giro per la rete ci si accorge che non sempre gli utenti conoscono gli strumenti per utilizzarla al meglio. La Timeline è un servizio creato da Facebook con lo scopo di ordinare i post e le interazioni dei singoli utenti lungo un asse temporale: questo dovrebbe rendere molto più facile scattare un’istantanea digitale completa della storia recente di ciascuno, nel bene e nel male, anche se il sistema decide in modo autonomo quali momenti della vita passata mostrare e quali nascondere. Gli esperti richiamano l’attenzione sugli accorgimenti necessari per tutelare la propria identità, utilizzando al meglio le opzioni privacy del Diario.

Il primo passo è scegliere quali informazioni rendere pubbliche. Ad esempio, una notte brava può essere il genere di cosa che dovrebbe essere condivisa solo con pochi amici e certamente non con l’estesa e incontrollabile lista di “Amici degli Amici”. Un solido principio di sicurezza è sempre quello di scegliere di default una condivisione mirata e personalizzata. Per reimpostare le opzioni di privacy sul nuovo Diario basta andare nel menù a discesa, in alto a destra nella homepage o seguire le indicazioni descritte nel link https://www.facebook.com/help/timeline/privacy.

La visibilità delle storie sul Diario

Facendo clic sulla sezione Chi può vedere le storie sul mio diario? , l’utente potrà decidere quali informazioni condividere e con quali contatti; la Timeline consente di creare liste ristrette di amici, a cui rendere visibili le singole informazioni. L’utente potrà poi decidere se non condividerle affatto (“solo tu”), se condividerle con gli “Amici”, o se escludere determinate persone o gruppi, attraverso combinazioni personalizzate, in cui le preferenze possono essere più dettagliate.

È utile ricordare che si può sempre ampliare la condivisione delle informazioni, mentre è difficile restringerla: basta considerare il caso di una foto sconveniente che si intende rendere visibile solo agli amici intimi, mentre può essere accidentalmente condivisa con il gruppo sbagliato di contatti e con i loro rispettivi amici. A quel punto è quasi impossibile impedire che la foto si diffonda in maniera incontrollata.

Ma non sempre siamo noi a controllare i contenuti nei quali appariamo: l’esempio dei tag nelle foto altri è il più evidente. Esistono alcuni sistemi di controllo per impedire di mostrare sul nostro Diario i post in cui i nostri amici ci taggano. Uno dei rischi maggiormanete messi in evidenza dagli esperti, soprattutto in un periodo di crisi in cui è difficile trovare un lavoro è il solito:  un potenziale datore di lavoro potrebbe infatti trarre conclusioni affrettate in base ad un’istantanea impropria postata da un amico (o presunto tale), secondo la massima “un uomo si conosce dalle compagnie che frequenta”.

D’altra parte si può sempre utilizzare l’opzione “segnala la notizia”, se qualche amico esagera, postando contenuti inaccettabili, che violano le condizioni d’uso di Facebook.

Chi può vedere cosa c’è sul tuo Diario?

Anche la privacy delle informazioni personali (es. città di nascita e compleanno) può essere impostata direttamente o attraverso l’icona “selezione del pubblico”, che consente di selezionare le opzioni di visibilità dei singoli dati sul nostro profilo. È buona norma consentire solo agli amici di scrivere sul nostro Diario, prevenendo potenziali problemi di privacy, se il pubblico diventa più ampio, in particolar modo quando non si presta speciale attenzione al numero di amici che i nostri amici stanno collezionando sui loro profili. Inoltre si può anche scegliere l’opzione di vedere in anteprima i post che gli amici intendono pubblicare sulla nostra Timeline (attraverso l’aggiunta del tag) accedendo alla sezione “Diario e aggiunta di tag” e modificando le relative impostazioni. Ciò consentirà di ricevere la notifica del post in attesa e di decidere se approvarne la pubblicazione o meno. Questo è un ottimo strumento per metterci al riparo da spiacevoli soprese

Il Registro Attività

E’ un ottimo strumento per dare un’occhiata veloce ai contenuti pubblicati fin dal momento della propria iscrizione a Facebook. Si possono rivedere tutti i post giorno per giorno e andare istantaneamente indietro negli anni e scoprire se si è dimenticato qualcosa o se si vuole restringere/allargare la condivisione di determinate notizie. Quinadi se ci si pente di qualcosa in qualche modo è ancora possibile tornare indietro….

Anche Obama canta “Call me maybe”

Barack Obama

La canzone Call me maybe ha avuto un successo quasi incredibile, soprattutto tra il popolo dei social. Merito è in parte dell’ironico video ufficiale, che ha già visto più di 240 milioni di visualizzazioni. Questo successo ha portato poi in scia tutta una serie di remake del video, in molte salse.

La piú spassosa è la versione Chatroulette, in cui il playback di una improbabile bionda baffuta in bikini è giustapposto alle facce di chi si trova all’altro capo della webcam, con tanto di commenti digitati sulla tastiera.

Nel periodo olimpico ha spopolato la versione della nazionale statunitense di nuoto, un’idea carina e ben realizzata. A proposito di USA anche il presidente Barack Obama si cimenta nel canto di Call me Maybe. O meglio, qualcuno ha fatto sí che vi si cimentasse prendendo le singole parole da diversi suoi discorsi, montandole e aggiustandone lunghezza e intonazione in modo da sovrapporsi molto bene alla musica. Il risultato, che scovato per caso su Facebook, è veramente spasso lo incorporo qui sotto!

Klout incorona Barack Obama l’uomo più influente del web (finalmente davanti a Justin Bieber)

È dal 2008 che Klout si è incaricato di provare a sintetizzare in un numero la capacità di essere influenti nei confronti degli altri degli utenti dei social media. Klout ha ricevuto e continua a ricevere diverse critiche sul metodo utilizzato e su quanto possa essere velleitario ridurre a un numero l’influenza sulle persone. Nei mesi scorsi una piccola polemica era nata quando diversi utenti hanno notato che secondo Klout il cantante canadese Justin Bieber (AKA Justin Biberon) risultava di gran lunga più influente del presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Secondo il metodo utilizzato da Klout il retweet compulsivo di milioni di teenager in tempesta ormonale dei messaggi di Bieber-on denotava molta più influenza delle condivisioni delle parola del presidente degli USA.

Recentemente Klout ha rinnovato il suo metodo di calcolo, includendo anche parametri più legati alla vita reale, come ad esempio la posizione lavorativa (desunta dal profilo Linkedin), ma anche il numero di citazioni su Wikipedia. Il rinnovo dell’algoritmo sembra aver portato in equilibrio le cose, portando Obama al quasi perfetto 99 (praticamente l’uomo più influente del web) e lasciando il giovane Bieber a quota 91. Anche il sottoscritto ha fatto un balzo in avanti con il nuovo punteggio.

In molti pensano che Klout sia in realtà puro folklore e non abbia senso di esistere: effettivamente in rete c’è una compravendita di +K (bottone simile al Like di Facebook con cui dichiari che un certo utente ti ha influenzato in merito a un argomento ben preciso) e si scatenano vere e proprie gare per raggiungere la vetta in alcuni topic. Una conclusione: non vi siete iscritti a Klout e pensate di essere immuni dal giudizio sulla vostra influenza? Fateci un salto, basta che abbiate un account Twitter o Facebook per trovare il vostro nome, la vostra faccia e un numerino lì pronto a giudicarvi.

Oliver e Benji: ladri o calciatori?

Il titolo è criptico, ma mette insieme tutti gli elementi fondanti di questo post. Stiamo parlando della versione spagnola di Holly e Benji, alias Capitan Tsubasa, e della sua sigla, la cui base è la stessa utilizzata in Italia per l’ultima serie di Lupin III.

Sentire l’intro e poi ascoltare la voce spagnola che canta le gesta calcistiche dei due sportivi è veramente una sensazione strana! Per fortuna la mitica sigla della prima serie, quella che sul web si trova anche come ‘Lupin – Fisarmonica‘ al momento non mi è stata toccata!

Avevo già riportato invece di come la sigla francese di Mila e Shiro utilizzi la stessa base di quella cantata da Cristina D’Avena in Italia, con i nomi dei protagonisti modificati in Jeanne et Serge. Ho scoperto ora che la stessa cosa vale per la versione spagnola, dove la base è la stessa e i protagonisti sono Juana y Sergio!

Rubate 400.000 password a Yahoo!: ecco come mettersi al sicuro

Gli hacker hanno colpito ancora e più di 400.000 password di account Yahoo! sono state trafugate e rese pubbliche. Se avete un account Yahoo! (o ad esso collegato, come Flickr) fate un controllo e per scrupolo modificate anche la vostra password. In ogni caso gli esperti consigliano di non lasciar passare 6 mesi senza aver modificato la propria password, sempre per motivi di sicurezza.

Interessante l’articolo di CNET che racconta di quante password tra quelle rubate fossero di una semplicità estrema: si va dai numeri consecutivi (vi potrebbe stupire la popolarità di “123456″) o numeri ripetuti, ma si passa anche per parole semplici e per il grande classico di tutti i tempi: “password”. E qui ci vorrebbe una Continua a leggere »

Foursquare funziona!

All’inizio dell’ascesa di Foursquare, quando mi sono tempestivamente iscritto grazie al solito prezioso consiglio del Tagliaerbe, ero abbastanza fiducioso che potesse avere risvolti molto interessanti, ad esempio per trovare un posto per l’aperitivo all’ultimo momento a pochi passi, grazie ai checkin di sconosciuti e grazie ai loro consigli.

La realtà dei fatti mi ha parlato di venues duplicate, di consigli inutili (a volte le solite sfuriate dell’internauta represso), di posti posizionati scorrettamente. Ad un certo punto, finito l’entusiasmo della gamification, mi è calata addosso un certa Depressione Da 4SQ, visto la scarsa reale utilità del social network.

Foursquare foto BalckBerry app

Colpo di coda è stata la trasferta romana in occasione del Photoshow, quando arrivati alla stazione ferroviaria dell’aeroporto ci siamo trovati in coda alla macchinetta dei biglietti. Stavamo, in quattro, per acquistare il biglietto Fiumicino Aeroporto-Fiera di Roma: 8 euro per due fermate, praticamente 5 minuti di viaggio. A quel punto io e il Taglia stavamo facendo il check-in tramite app mobile (io da Android il Taglia da Windows Phone) e scopriamo il consiglio illuminante: fare due biglietti, uno Fiumicino Aeroporto-Parco Leonardo e poi la tratta Parco Leonardo-Fiera di Roma, costo totale 2 euro. Con 8 euro abbiamo viaggiato in 4.

Per una volta Foursquare ha funzionato, peccato che spesso non sia così

Gita in Facebook Italia

Questa settimana grazie all’intraprendenza del Taglierbe siamo stati nella sede italiana di Facebook (con tanto di foto di Davide che firma il Wall), dove abbiamo incontrato per un’intervista Luca Colombo, country manager di Facebook Italy. È stata un’occasione interessante per vedere il dietro le quinte di uno dei colossi attuali del web.

Un colosso non solo dal punto di vista del numero di iscritti (845 milioni di utenti attivi a livello mondiale al mese), ma anche della forza lavoro. In molti pensano che Facebook sia fatto da 4 righe di codice scritto da Mark Zuckerberg, buttato in rete e usato come piattaforma per la condivisione di status, foto e video da parte degli utenti. In realtà l’azienda statunitense continua a sviluppare applicazioni e features, ma soprattutto vende pubblicità.

La fotografia della presenza di Facebook in Italia rende evidente questo ultimo aspetto: a Milano la forza lavoro di Facebook è prettamente commerciale e si occupa di piazzare pubblicità nelle pagine del social network più famoso al mondo. Pubblicità super targettizzata, grazie alla perfetta conoscenza che Facebook ha di ogni utente. Pubblicità che funziona, anche vedendo i tassi di crescita che sta sviluppando.

L’idea di Marco Montagna-di-Zucchero si è trasformata negli anni in una vera e propria macchina da soldi, con un giro di affari su cui in pochi all’inizio avrebbero scommesso. I prossimi passi sono la quotazione in borsa (Yahoo! e beghe legali permettendo) e [forse] lo sbarco nel mondo dei motori di ricerca. Per concludere un motto che abbiamo ‘rubato’ proprio dalla sede italiana di Facebook:

L’ermetismo dei social network e la libera interpretazione

Sì, è il terzo post di fila su Facebook, ma questa volta evito di parlare di morti o omicidi. È un periodo in cui sto tornando a interessarmi nuovamente ai miei social network: da un lato ho riscoperto la grande utilità di Twitter (anche in ambito lavorativo) [chi mi vuole seguire mi trova qui http://twitter.com/robijoule] dall’altro, grazie a Empire Avenue, sto scoprendo il ‘valore‘  delle connessioni social.

Oggi pedalando sul rullo in camera (viste le condizioni meteorologiche avverse che impedivano la sana azione della corsa) mi è capitata in playlist la canzone Two Princes degli Spin Doctors (che ho appena condiviso su Facebook) e proprio pensando alla condivisione meditavo sulla didascalia da accompagnare al link. Ad esempio riprendendo la frase ‘Just go ahead nowcosa avrebbero pensato i miei contatti? Semplice ripresa della frase più ricorrente della canzone? Messaggio cifrato di chissà quale sentimento nascosto? Invito velato a qualcuna delle persone delle mie cerchie?

Senza una contestualizzazione o ulteriori precisazioni chiunque legga la frase può interpretarla a suo piacimento, leggerci dentro la sua proiezione di me, fare voli pindarici sulle emozioni che mi hanno portato a comunicare quel messaggio. Vi è mai capitato di scrivere qualcosa, magari un chiaro messaggio ‘in codice’ a qualcuno e vedere apparire in calce commenti completamente avulsi da significato originale? Oppure scrivere qualcosa senza un  significato nascosto e vedere qualche coda di paglia farsi vivo con un apostolico ”Sono forse io, Maestro?

Di aneddoti ne avrei parecchi da raccontare, ma essendo la pagina raggiungibile da tutti violerei la privacy da qualcuno? Voi avete qualche evento particolare da segnalare? Io mi ricordo ad esempio quella volta che scrissi ‘ha ricevuto una bella notizia’ e vidi apparire una fila di commenti che fossi incinto. MA, uno non può semplicemente condividere una gioia con un suo amico e ritenere un evento positivo accaduto a lui una bella o addirittura magnifica famiglia?