Le cose sono due: o l’Antitrust adotta una particolare politica di par condicio per i diversi operatori mobili italiani, o tutti e quattro i più importanti sono dei gran ladri!
In quest’ultima settimana si sono susseguite ben 4 multe da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, una a testa per Tim, Vodafone,Wind e 3. Vodafone e Wind sono state multate per pubblicità ingannevole, mentre Tim e 3 per pratiche commerciali scorrette.
Vodafone e Wind pubblicizzavano servizi e prodotti gratis, ma mentre Ilary Blasi e Aldo, Giovanni e Giacomo distrevano la folla con simpatici siparietti facevano passare in sovraimpressione, a mille all’ora, microscopiche scritte con i reali termini delle offerte. Multati.
Tim invece ha attivato una tariffa per la navigazione internet senza dapprima informare gli utenti sulle reali possibilità di tariffazione. Multata.
H3G (3) invece rende la procedura di sblocco dei telefoni Operator e Sim Lock un vero calvario per gli utenti. Multata.
Rispettivamente di 360.000, 300.000, 300.000 e 80.000 euro. Bazzecole per gli operatori (che sicuramente hanno beneficiato di guadagni maggiori per le pratiche scorrette). Chissà invece cosa se ne farà l’Antitrust di tutto qui soldi, più di un milione di euro. Sarei proprio curioso di scoprirlo!



Antitrust benevola o operatori ladri? Tu prevedi due casi ma non la possibilità che entrambe le ipotesi siano vere contemporaneamente…
Allora, fai le proporzioni fra ricavi degli operatori mobili e un normale stipendio di un normale lavoratore dipendente, diciamo tutto su base annua.
E’ come se un operaio o un impiegato di medio livello beccassero una multa fra 1 e 10 euro, con la differenza che il lavoratore dipendente non pubblicizza in TV dei prodotti “gratuti” a milioni di babbei.
P.S. al telegiornale rompono le palle a panettieri e pizzaioli perché ricaricano i prezzi di cinque o sei volte.
Un SMS costa all’operatore 7 MILLESIMI di euro. Non aggiungo altro.
purtroppo l’Antitrust ha come tetto massimo per le multe 500.000 euro e penso che si tenga il cifrone come jolly per casi particolarmente gravi. Sta di fatto che concordo con l’esiguità della sanzione in relazione ai fatturati delle aziende. Non solo a quelli generali, ma anche ai soli ricavi che una pubblicità ingannevole o una pratica commerciale scorretta può portare nelle loro casse. É come se lo considerassero semplicemente un costo, già preventivato. E intanti chi poi paga la multa (tra aumenti, cambi di tariffa senza richiesta e cose varie) sono i consumatori stessi…