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Le inchieste del Falsomagro: Lavorare coi Bonifici - seconda parte
Category: Inchieste, Sicurezza, Truffe e spam, Fare soldi con internet
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Torniamo a parlare dell’inchiesta che ho portato avanti sull’argomento “Lavorare coi Bonifici“. Dopo aver tratteggiato il profilo di chi ha accettato in buona fede di entrare in questo losco giro di riciclaggio di soldi sporchi credendo di accedere semplicemente a un onesto lavoro part-time da casa, vediamo più nel dettagli come si sono svolte le vicende e come queste persone ne sono uscite. Scopriamo ad esempio che Odria Paga è una donna e che alcuni utenti sono stati contattati direttamente da lei al telefono per stabilire i dettagli dell’operazione. In diversi casi il primo bonifico è stato di €2200, con una commissione per l’utente dell’8%.
Qualcuno si è insospettito subito ed è riuscito a bloccare la vicenda sul nascere ecco l’esperienza di una utente del Nord-Est: “Ho nutrito subito dei dubbi, ma ho pensato di provare lo stesso, perchè ho cercato informazioni in rete e già si poteva capire che la cosa non era del tutto chiara… Allora ho pensato di andare avanti usando però una certa cautela, ossia pensando che se mi arrivava un bonifico avrei fatto fare delle ricerche dalla mia banca sulla provenienza, prima di prelevare la somma e dirottarla.
Così infatti ho fatto quando mi hanno telefonato che avrei cominciato a ricevere bonifici. Il bonifico era di € 2200,00 e la mia commissione era dell’8%. La proposta mi è arrivata tramite email e poi la conferma per telefono dalla Sig.ra Oda Paga. Come il bonifico arrivava dovevo prelevare la somma e mandare in contanti all’indirizzo indicatomi nella email, ossia ad un certo Sig. Vladimir in Russia. Quando il bonifico di €2200,00 è arrivato nel mio conto, non sono andata subito in banca a prelevare, ma nel pomeriggio chiedendo al consulente la provenienza del bonifico. Si trattava di un bonifico emesso da una Banca di Bari da una certa Sig.ra….che però era già stato bloccato dalla Sig.ra stessa, in quanto non aveva mai dato l’ordine. Così la mia Banca ha ritornato la somma ed io ho fatto una denuncia alla Guardia di Finanza del mio paese.“
Come sottolinea uno degli altri utenti a far insospettire è soprattutto la destinazione dei soldi:”Solo al momento della prima avvenuta transazione scopri che i soldi non li devi trasmettere a chi ti ha “assunto” ma a persone fisiche in Russia o Ukraina.“
Altri sono invece andati avanti a trattare i bonifici senza sospetti fino al momento in cui è stata la loro stessa banca a contattarli, in particolare l’ufficio che si occupa di prevenire il riciclaggio del denaro, per informarli che i veri mittenti dei bonifici ricevuti erano del tutto all’oscuro delle transazioni.
Che i bonifici siano 5 o soltanto uno i problemi però sono cominciati per tutti fin da subito: chi ha provato a bloccare l’operazione comunicando di non essere più disposto a andare avanti con il lavoro ha continuato a ricevere i bonifici sul suo conto ed addirittura ha ricevuto minacce via telefono ed sms. La soluzione adottata dalla maggioranza è stata quella di chiudere o blocccare il conto e denunciare il tutto alla polizia postale. Purtroppo in alcuni casi la denuncia non è stata la soluzione dei problemi, in quanto non c’è ancora una uniformità o un protocollo per il trattamento di questo tipo di questioni.
Ecco lo sfogo di un utente isolano:”Ho contattato informalmente polizia postale e finanza ed entrambi per farmi un favore mi hanno detto di fare finta di non aver parlato perchè l’UNICO che comunque passerebbe casini sarei stato io! Quindi il vero problema è la mancanza di tutela da parte delle forze dell’ordine alle quali ci si rende disponibili per tenere il gioco e scoprire i responsabili ma solo come attenuante alla denuncia come fatto dovuto…ti sembra serio? Io sono solo in cerca di un lavoro serio e la mia e-mail non è mica stata presa da “prendi i soldi e scappa”, e oltre ad essere cornuto finisco pure mazziato! Mi sento frustrato ma anche con il timore che se mi chiedono indietro i soldi mandati fuori non li ho e non saprei proprio come fare.“
Come mi è già capitato di dire, accettare questo tipo di lavori proposti via email può essere molto pericoloso: da un lato ci si trova a che fare con criminali senza scrupoli, si diventa oggetto di minacce e si rischia grosso; dall’altro ci si trova ad essere l’unico passaggio tracciabile della truffa e del riciclaggio di fronte alle forze dell’ordine e ai proprietari dei conti a cui sono stati sottratti i soldi in maniera fraudolenta.
In conclusione vi lascio con le raccomandazioni degli stessi utenti:”Non diventate complici della mafia russa!“, “Non cascateci, non rispondete a queste mail… vi fottono con tutti i pantaloni!“, “Il riciclaggio è una cosa da non prendere sotto gamba. Per qualsiasi dubbio o chiarimento informatevi sulla legalità del tipo di lavoro che vi offrono presso la polizia postale“.


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