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Spam 2009: il punto della situazione al giro di boa dell’anno
Category: Sicurezza, Truffe e spam
Dopo le vacanze estive è tempo di bilanci, con uno sguardo a quello che è successo nella prima parte dell’anno. Il report di Kaspersky Lab sullo spam nei primi sei mesi del 2009 porta ad alcune considerazioni interessanti:
- La crisi economica non ha influenzato il volume complessivo di messaggi di spam diffusi: la quota di spam nel traffico di posta elettronica ha riportato un valore medio dell’85,5%, cambiando però il suo profilo. Nel periodo di crisi è diminuita la quota di pubblicità a mezzo spam delle piccole e medie imprese. Nel flusso di spam, i messaggi di autopromozione degli spammer hanno preso il posto delle offerte provenienti dalle aziende dell’economia reale. La crisi ha portato, innanzitutto, all’aumento della quota della promozione dei servizi di spam. È molto probabile che in tempi di crisi gli spammer abbiano perso una parte dei propri clienti fissi e abbiano concentrato le loro risorse nella promozione dei propri servizi nella speranza di trovare nuovi clienti.
- Sono stati rilevati allegati pericolosi e potenzialmente dannosi nello 0,3% dei messaggi di spam.

- I link a siti di phishing sono stati rilevati nello 0,6% dei messaggi, anche se il profilo mensile riporta una progressiva diminuzione del fenomeno. Grazie ai sistemi anti-phishing, oggi gli utenti sono più protetti che mai da questo tipo di raggiro, che quindi è divenuto meno redditizio e interessante per i criminali. In cima alle preferenze degli spammer che si dedicano al phishing rimangono sempre Ebay e PayPal.

- L’origine geografica dei messaggi di spam è passata da Europa Occidentale, USA e Russia ad Asia e America Latina. La Top 10 dei paesi di provenienza dello spam è variata sensibilmente nel corso di un semestre. La quantità di spam proveniente da Spagna e Italia è diminuita: questi paesi, che nella seconda metà del 2008 occupavano rispettivamente il 3° e 4° posto, non rientrano più nei primi dieci. Dalla Top 10 sono inoltre uscite Germania e Ucraina. Sono aumentati i messaggi di spam inviati da India, Thailandia, Romania e Polonia, ora nella Top 10.
- In cima alla classifica delle tematiche troviamo, come ormai solito da quattro anni a questa parte, i medicinali e i prodotti per la salute, con quasi un quarto del traffico totale. Seguono a ruota la pubblicità dei servizi stessi di spam, lo spam per “adulti”, l’istruzione e le imitazioni di articoli di lusso, soprattutto orologi.
Dal report si possono tirare alcune conclusioni per il futuro: da una parte la lotta contro spam e phishing nei paesi occidentali ha portato a rendere la vita più complicata agli spammer, con il risultato però di spostare solo l’area geografica di invio, senza riuscire a diminuire il numero di messaggi indesiderati e pericolosi. La crisi ha portato a una diminuzione dello spam delle aziende, ma il volume è rimasto costante: gli spammer hanno riempito i buchi con messaggi di autopromozione. Il phishing è in diminuzione, segno che le campagne informative delle banche, dei servizi online e dei blog hanno dato i propri frutti.

