Il Falsomagro in rete


Le parole sbagliate in cima a Google

Per una arcana coincidenza alcune mie riflessioni sulla bontà dei risultati nei motori di ricerca si sono incontrate con un post del Tagliablog, che tratta in qualche maniera dello stesso argomento. Un paio di volte nelle ultime sere mi è capitato di ricercare il testo di una canzone in lingua inglese, per dirimere alcuni dubbi che il semplice ascolto non riusciva a risolvere.

Cercando in Google, ad esempio, “My Way Lyrics“, ma lo stesso è vero in molti altri casi, il primo risultato proposto dal search engine di Mountain View è il sito LyricsFreak, che all’analisi dei fatti si dimostra una vera sòla. Così tanto da nemmeno meritare un link (come fa giustamente notare Merlinox nel primo commento all’articolo del Tagliaerbe che ho segnalato in apertura). Dedicargli un link sarebbe un aiuto a conservare la sua posizione di leader all’interno dei risultati di Google, aiuto che mi sogno dal dargli.

Il problema è che Google è capace di giudicare in molti modi i siti e i link che propone tra i risultati delle sue ricerche, ma manca di un dato qualitativo che vada al di là della semplice ‘bontà SEO‘ dei post e dei siti. Un sito ben costruito, ma che propone testi di canzoni zeppe di errori (non di refusi, ma proprio di errori come sostituzione di parole assonanti, come ‘here’ e ‘near’) non dovrebbe essere il primo che mi propone San Google. Uno dei passi che devono fare ancora i motori di ricerca è non vedere solo ‘quanto‘ si parla di un sito, un prodotto, un post, ma anche ‘come‘.

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