Il Falsomagro in rete


Le inchieste del Falsomagro: Lavorare coi Bonifici – prima parte

phishing.jpgDopo aver trattato l’argomento in diversi post ho deciso di affrontare di petto il tema dei “Lavori con i Bonifici“, spinto soprattutto da crescente numero di commenti in calce ad un paio di post (questo e questo). Sono riuscito ad entrarein contatto con un po’ di persone “truffate” da questo giro illegale di denaro e le ho trovate quasi tutte disponibili a rispondere a una piccola intervista.

Ne emerge un quadro variegato, ma che ha come sfondo (come mi era già capitato disottolineare in uno dei miei interventi) la crisi economica attuale. Gli spammer fanno leva sulla mancanza di lavoro e di soldi per proporre lavori immediati, ben retribuiti, semplici, affiancabili ad altre attività, per proporre le loro truffefatte di riciclaggio di denaro rubato tramite il fenomeno del Phishing.

La leva utilizzata è veramente subdola, non va apremere i vecchi tasti della prestanza sessuale, delle lotterie e degli improbabili bonus: si offre un lavoro, la cosa chein questo periodo la gente cerca di più. Non cerca improbabili colpi di fortuna, vuole semplicemente avere un lavoro onesto. A chi decide di collaborare gli spammer offrono un lavoro effettuabile da casa con soli tre requisiti: un conto inbanca, una casella email e un numero di telefono.

Il lavoro consiste nel ricevere sul proprio conto somme di denaro (parliamo di migliaia di euro), ritirarle in contanti e inviarle all’estero tramite il circuito MoneyGram o Western Union. Per i suoi servigi l’utente viene ricompensato con l’8-10% di commissione su ogni trasferimento, il che si traduce incentinaia di euro alla volta.

Il problema è rappresentato dalla provenienza e dalla destinazione del denaro: i soldi provengono da conti corrente defraudati tramite il meccanismo del phishing (il furto di dati personali tramite finte emailo pagine web ad hoc) e una volta prelevati in contanti e inviati via trasferimento di denaro all’estero finiscono in uncircuito da cui è difficile rintracciarli. Nel momento in cui il possessore del conto defraudato si accorge del trasferimento non autorizzato come prima cosa denuncia il possessore del conto su cui sono stati versati i soldi,chiedendone la restituzione. A questo punto il malcapitato che ha accettato di lavorare per quei tipi loschi come Odria Paga si trova in una situazione poco bella: ha già trasferito gran parte del denaro sul circuito non tracciabile dei trasferimenti di denaro all’estero e si trova a dover rifondere il truffato da phishing di tasca sua.

Nel mio giro di interviste ho incontrato persone di tutti i tipi e di tutte le età, spinte ad accettare i lavori coi bonifici per diverse ragioni: disoccupazione ed età piuttosto avanzata (in un mercato del lavoro dove dopo i 50anni sei “out”), ricerca

infruttuosa del primo impiego, bisogno di una attività secondaria da affiancare al primo lavoro per arrotondare. Le età vanno dai 21 ai 60 anni, c’è una prevalenza di uomini, ma le donne non mancano. Tutti gli intervistati sono utenti che conoscono internet da più di 10 anni, che sanno cos’è il fenomeno dello spam e del malware in rete, e che si affidano, per la maggioranza, ai filtri dei provider e del proprio antivirus per proteggersi.

L’atteggiamento nei confronti dello spam varia molto da caso a caso: c’è chi dice di non aprirlo mai (ma per quelle di Odria Paga lo ha fatto ;-p ), chi dice di non averci trovato mai nulla di interessante, chi invece più di una volta ha trovato delle vere tentazioni. Le email con le proposte di lavoro, oltre che essere molto numerose, sono state percepite meno “spam” delle solite email sul Cialis, su Spermamax e sulle anime gemelle, fatto che ha portato molti ad abbassare la guardia e a fidarsi troppo dei propri interlocutori.

Chiudo qui, fermandomi all’analisi sociologica (Burgazzi docet) degli utenti caduti nella rete dei riciclatori di denaro, questa prima parte della mia prima inchiesta sul fenomeno dei “lavori coi bonifici“. Rimanete sintonizzati, a breve è in arrivo la seconda parte, quella più interessante, se volete essere sicuri di non perdervela iscrivetevi ai Feed.

Inchiesta in arrivo: Stay Tuned

Bonifici, lavori di riciclaggio soldi, mafia russa e italiana, Odria Paga, Moto Ride, il Falsomagro ha quasi ultimato una piccola inchiesta nata dai commenti ai post che ho dedicato all’argomento: rimanete sintonizzati che a breve arriva!

TOLUNA e le traduzioni

ciao.jpgDa tempo sono iscritto a diversi panel, ossia quei servizi che raccolgono le opinioni degli utenti anche con remunerazioni (tipo i sondaggi pagati). Tra questi negli anni TOLUNA ha saputo farsi parecchia strada, tanto da arrivare ad acquistare Greenfield Online, panel che possiede uno dei primi siti di opinioni e sondaggi arrivato in Italia, Ciao Surveys. Per rendere l’idea prima Greenfield Online apparteneva a Microsoft.

La grandezza di un player però non lo rende immune da errori e papere. Ecco un questionario che mi è stato somministrato qualche tempo fa da Toluna, dalla traduzione un po’ approssimativa ed esilarante:

Continua a leggere »

Mobile blogging

Questa settimana sono parecchio in giro e passo poco tempo davanti al PC, soprattutto quello di casa. Mi sono trovato quindi a fare di necessitá virtù sperimentando il “mobile blogging” da cellulare, in particolare dal mio BlackBerry Curve.Al momento non sto usando nessuna applicazione o widget particolare, ma mi sto affidando al browser del telefonino, come già fatto per l’ultimo post. Le funzioni base funzionano, ma c’è qualche problema con gli altri frame, ad esempio quello delle categorie, che non riesco a scorrere. Anche la scrittura è del tutto base, con l’obbligo di scrivere direttamente in HTML. Ora faccio anche un esperimento con una foto,sperando non mi sballi tutto…

PS: esperimento foto fallito….

Michael Jackson: da Re del Pop a principe dei virus

Triste destino per il defunto Re del Pop, Michael Jackson. Dopo una vita da star della musico ora Jacko è diventato esca per pericolosi virus. Come rivela Sophos, gli spammer e gli sviluppatori di malware non si sono lasciati scappare l’occasione offerta dall’attenzione mediatica suscitata dalla morte del mitico Jackson. Ora Jacko non é più insidiato da un’orda di zombie come in “Thriller”, ma è diventato veicolo per una pericolosa infezione che, promettendo foto e documenti inediti del cantante pop all’apertura di un file .zip infetta il PC. Subdole le modalità di diffusione del virus: oltre alla classica forma via email il malware è in grado di replicarsi e diffondersi anche tramite chiavetta USB.Le mail, con oggetto “Remembering Michael Jackson” (“In memoria di Michael Jackson”), provengono apparentemente dall’indirizzo sarah@michaeljackson.com e sostengono che l’allegato compresso “Michael songs and pictures.zip” (“Canzoni e foto di Michael”) contenga canzoni e foto segrete di Michael Jackson. Aprendo l’allegato, però, i computer dei destinatari vengono infettati e cominciano automaticamente a trasmettere il worm ad altri utenti in Rete. Oltre a diffondersi tramite e-mail, fanno notare gli esperti di Sophos, il malware è anche in grado di propagarsi come componente Autorun su stick di memoria USB, una tendenza sempre più comune nel panorama del malware, data la crescente popolarità di questi dispositivi. “Alla luce dell’enorme interesse suscitato dalla scomparsa improvvisa di Michael Jackson, è probabile che molti utenti saranno tentati di aprire l’allegato”, spiega Walter Narisoni, SalesEngineer Manager di Sophos Italia. “Ma gli utenti più accorti dovrebbero ormai sapere bene che i criminali informatici non indugiano a far leva su notizie dell’ultima ora per diffondere malware e spam. Chiunque riceva questa mail, deve cancellarla immediatamente per evitare di trasmettere il worm via e-mail ai propri contatti”.

La chitarra ai tempi di YouTube

Le cose sono cambiate, sono parecchio più democratiche; il web 2.0, la condivisione, i nuovi mezzi di comunicazione multimediale hanno davvero rivoluzionato un sacco di dettagli della nostra vita. L’altro giorno pensavo come YouTube ad esempio abbiama rivoluzionato il mondo dell’apprendimento personale, ad esempio quello musicale.

YouTube, e con esso i diversi servizi di videosharing, sono pieni di tutorial che vi insegnano a fare di tutto: da suonare la chitarra come Malmsteen a fare il Moonwalker come il defunto Michael Jackson, da piegare in due mosse una maglietta a costruire una pistola ad arancia compressa.

I chitarristi hanno subito tratto beneficio dal web e dalla presenza di accordi e tablature online, ma, almeno nel mio caso, avere una chiara visione dei movimenti e delle posizioni delle dita aiuta molto di più. Certamente non sarà mai come avere un maestro vero, ma per i pigroni come me è già un passo avanti ;-)

L’altra sera mi sono perso via con questo tutorial:

Caricatore universale per cellulari all’orizzonte: era ora!

cellphone-charger.jpgHo perso il caricabatterie del cellulare“. Sei parole. L’inizio di un’odissea. Prima necessità: trovare una soluzione a breve termine per ridare energia al cellulare. Parte la ricerca del “prestito”. Seconda necessità: trovare una soluzione a medio-lungo termine per rifornire di energia il telefonino. Parte la ricerca del fantomatico “caricabatterie compatibile“: quelli originali costano più del cellulare stesso.

Questo tipo di calvario potrebbe essere presto solo un vago e sbiadito ricordo: alcuni grossi nomi della telefonia ( Apple, LG, Motorola, NEC, Nokia, Qualcomm, Research In Motion, Samsung, Sony Ericsson, Texas Instruments) si sono finalmente messi d’accordo ed entro il 2010 i loro cellulari avranno un connettore standard (microUSB) per la ricarica e potranno beneficiare dell’introduzione sul mercato di un caricatore universale, uguale per tutti.

Questo significa meno rifiuti (alzi la mano chi non ha nei cassetti almeno 3/4 vecchi trasformatori dei cellulari precedenti), ma anche un risparmio per gli utenti, che cambiando i ltelefonino non saranno più costretti a pagare il prezzo del caricabatterie incluso nella confezione. Se lo hanno già a casa potranno usare quello, se no lo acquisteranno a parte ben sapendo di poterlo poi utilizzare per altri terminali.

La Commissione Europea ha manifestato il suo plauso per l’iniziativa e per voce di uno dei suoi componenti ha dichiarato che il cammini di standardizzazione non finisce qui: nel mirino ora entrano macchine fotografiche e PC portatili. Nel caso dei cellulari si è arrivano a un accordo tra i produttori, vedremo se ci si arriverà anche negli altri due casi o se l’Unione Europea dovrà ricorrere alla leva legislativa.

W gli sposi!

Il Falsomagro fa i suoi più cari auguri al buon Matteo Cervo e alla sua sposa! Ecco le foto in anteprima su Appunti Fotografici!

Da Matrimonio Matteo&Serena

Il villaggio globale e antica vita di paese

monteviasco.jpgIl buon Boneschi mi ha segnalato un interessante post di Giacomo Dotta su webnews Blog, una riflessione sui concetti di paese e villaggio globale. L’autore mette a confronto la vita di paese con le “conquiste” del villaggio globale, con un’interessante divagazione sul fatto che quest’ultimo venga definito proprio villaggio e non “città globale”.

In effetti il web e le possibilità offerte dalla comunicazione hanno in parte sopperito al progressivo affievolirsi dei legami personali tipico del passaggio da una società (qui potrebbe intervenire il nostro sociologo preferito, Gabriele Burgazzi) contadina e legata ai ritmi del paese e delle stagioni a una cittadina che insegue la frenesia della vita moderna.

In un’epoca fatta di fast-shopping trovare una community per parlare dei propri acquisti sembra una grande conquista, in un’epoca fatta di “case chiuse” (nel senso letterale, blindate e sigillate con quattro mandate appena si entra in casa) la “apertura” dei nostri luoghi digitale, con scambio di link e contatti, sembra aprire orizzonti prima sconosciuti.

La riflessione è pienamente condivisibile, soprattutto nell’essenza: è bene non sopravvalutare le “potenzialità” del web, è giusto riconoscere a internet molti meriti in questa società  post-moderna, ma riconoscendo anche che in realtà alla base c’è una ricerca e una ricostruzione di valori andati un po’ persi con l’urbanizzazione della vita.

La chiave di volta è trovare un punto di incontro tra “antichi valori” e comunicazioni moderne,  facendo in modo che dall’incontro e dalla sintesi ne possa scaturire una visione rinnovata e una consapevolezza nuova di entrambi. Per non tediarvi ulteriormente chiudo il post filosofeggiante qui, ma vi invito a dire la vostra nello spazio riservato ai commenti.

Diggita vi offre il 100% di Adsense

Il 26 giugno 2009 sarà il secondo compleanno per www.diggita.it, uno dei più noti aggregatori di notizie italiani. Per festeggiare l’evento con tutti i suoi utenti Diggita ha deciso in via eccezionale di impostare il raddoppio dei guadagni adsense verso tutti gli iscritti PER SEMPRE e per tutti gli articoli inseriti.

 Si tratta in pratica di una revenue sharing con gli utenti che inseriscono le notizie: ogni pagina di segnalazione da parte di un utente infatti è popolata di annunci Google Adsense, in cui guadagni vengono ripartiti tra Diggita e gli utenti. Fino ad ora si parlava del 50% (il classico fifty-fifty), ma per premiare gli utenti Diggita ha deciso di condividere il 100% dei guadagni delle proprie pagine, potendo (si vede) contare su revenue già abbastanza interessanti dall’homepage e dalle pagine di categoria.

Per attivare la promozione basterà mandare una richiesta via email al responsabile adsense: adsense@diggita.it  entro e non oltre il 26 giugno 2009. Nella richiesta sarà necessario indicare i propri blog o siti, ed il nome-cognome di un responsabile con soggetto “portami al 100%”. Per ulteriori dettagli aggiornati fate un salto sul blog di diggita: http://blog.diggita.it