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Sulla scia del successo di Gowalla e Foursquare e prima che Google Places possa cominciare a scalare le classifiche, anche Facebook si butta sul tema del Location Based. Facebook Places (uhm…un nome che sa di già sentito?) è nato per ora negli Stati Uniti e rispetto all’aspetto competivo-ludico di Foursquare, che instaura vere e proprie gare per diventare il Mayor di un determinato posto, punta sulla sua caratteristica pricipe: le relazioni con gli amici. Sarà possibile vedere chi degli amici è in un posto o nelle vicinanze, oppure invitare i propri contatti a incontrarci nel luogo in cui abbiamo fatto il check-in.
Facebook certamente punta ad continuare sulla scia del successo che hanno avuto i tag sulle foto. La possibilità di taggare amici nei posti dove si fa il check-in invaderà le bacheche della gente, che dopo le taggature nelle foto più improbabili, si troverà taggata anche in luoghi e orari precisi, sarà necessario prendersi la briga di analizzare bene le proprie impostazioni di privacy…
La chiave di volta sarà il numero di early adopter e il seguito che sapranno costruirsi: poi la vera spinta arriverà dalla pubblicità, che visto l’elevatissimo numero di iscritti a Facebook non si lascerà scappare la possibilità di presentare annunci di “vero” interesse basandosi sulla posizione dell’utente, offrendogli ad esempio una pizza scontata non a casa, ma all’angolo della via dove effettivamente egli si trova.
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Ora che ci si può mettere al polso un GPS allenarsi è certamente più facile: anche i percorsi nuovi senza punti di riferimento possono essere fatti sapendo istante per istante la propria posizione, il passo, la distanza percorsa e naturalmente il tempo impiegato.
Grazie alla fascia cardio è poi possibile tenere sott’occhio i battiti del cuore e avere un’idea immediata di come si sta svolgendo l’allenamento. Oltre alle fasi della corsa il GPS risulta utile anche per la revisione e la costruzione di uno storico dei propri allenamenti.
Utilizzando i GPS Garmin è possibile accedere a Garmin Connect, una piattaforma online per lo storage e la condivisione delle proprie prestazioni, molto comoda da usare e senza necessità di back-up periodico. Caricando una traccia è possibile rivederla sulla mappa o sulle immagini satellitari di Google Maps, conoscendo punto per punto la velocità, la pendenza, a frequenza cardiaca e tutti i dati utili a giudicare l’allenamento. Unico neo, ci sono le possibilità di condivisione, ma manca l’aspetto “social”: non è possibile aggiungere amici, cercare i loro itinerari, fare confronti, è possibile solo vedere gli itinerari fatti su una data posizione della mappa.
Rispetto al programma per PC che utilizzavo prima, Sport Tracks, la piattaforma online ha la comodità di essere accessibile da più PC e con i dati in arrivo da diversi dispositivi, mentre Sport Tracks ha qualche problema a gestire più di un dispositivo e inoltre non è compatibile con il GPS che uso attualmente, il piccolo Garmin Forerunner 110. Un esempio? La corsetta di oggi in pausa pranzo:
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“If it was my home“, se fosse casa mia. Se casa mia fosse il centro della macchia di petrolio causata dall’incidente alla piattaforma BP nel Golfo del Messico, quanto dovrei nuotare (o camminare) per ritrovare acqua (o terra) pulita? Questo è l’interrogativo a cui vuole rispondere www.ifitwasmyhome.com, che aggiunge un layer alla mappa di Google per farci vedere l’estensione della macchia di greggio che sta avvelenando le coste della Louisiana.

Riportare le cifre che sentiamo al telegiornale a misure e distanze comprensibili immediatamente dal nostro cervello è cosa molto utile e soprattutto ci rende ben più consci delle dimensioni catastrofiche di questo disastro ambientale. Sovrapposta a Luino (clicca qui per vedere la versione aggiornata), la macchia è ormai più grossa della Svizzera!
È interessante vedere le statistiche delle applicazioni mobili più utilizzate dagli utenti, rendono bene l’idea di come si sia evoluto il concetto di smartphone e soprattutto di quale sia l’utilizzo tipico. Smartphone uguale intrattenimento. Il primo verdetto dell’analisi Nielsen è questo.

I giochi sono l’applicazione più utilizzata su smartphone e cellulari, segno che il telefonino è valido compagno ammazzanoia tra un’attività e l’altra. Notizie, meteo, navigazione e mappe online, social networking seguono tra di essi ravvicinati, ma staccati di dieci punti percentuali.
Segmentando l’analisi sulle diverse piattaforme più diffuse troviamo però una sopresa: su iPhone, BlackBerry, e sul resto della popolazione smartphone ad esclusione di Android, l’applcazione più scaricata è Facebook, segnale che pur non essendo quella su cui gli utenti passano più tempo e in assoluto quella che non può mancare sul proprio cellulare evoluto.

Gli utenti di Android sono meno social? No, anche per essi Facebook è al secondo posto della graduatoria, scalzata solo da Google Maps, che sul sistema operativo mobile del colosso di Mountain View riceve sempre funzionalità particolari in anticipo rispetto alle altre piattaforme.
La signora Mary Joseph ha tirato le cuoia, dopo l’ennesima operazione la nostra scammer ha avuto un’emorragia fatale, che l’ha portata al cospetto del suo amato Creatore. Di fronte al mio ritardo nei contatti con l’avvocato (finto) per le pratiche per il trasferimento del denaro ereditato dal marito da parte della signora dalla banca (finta) della Costa d’Avorio, la suorina (finta) che assiteva la malata (finta) mi ha scritto una serie di missive con un crescendo di tragicità, invitandomi a chiudere le pratiche prima dell’imminente dipartita della generosa cristiana affidata alle sue cure, allegando anche (finte) foto della poveretta sotto i ferri e nel suo letto d’ospedale.
Dopo essere scampata a una delicata operazione, che non ha smosso il mio portafoglio, la signora è infine morta stecchita, pregando in punto di morte la suorina di dirmi di spicciarmi con i suoi soldi, prima che i suoi perfidi parenti musulmani ci mettessero sopra le mani, togliendoli ai progetti di cristiana beneficienza che io avevo promesso di sostenere.
Io dopo aver rassicurato la suorina Tina sulla quantità e intensità delle mie preci di intercessione per l’anima della magnanima signora, in una lettera che iniziava con una captatio benevolentiae “Caro Tina” (che tanto in inglese si traduce sempre dear Tina) e che si concludeva con la bene augurante formula “Vi benedico e mi scaccolo nel Continua a leggere »
Le API di Google Earth e il nuovo plugin per la visualizzazione online da browser di Google Maps con le stesse modalità del software per PC hanno aperto un mondo davvero interessante per gli sviluppatori, in grado ora di creare applicazioni basate sulle mappe 3D di Google e accessibili da quasi tutti i PC (per ora il plugin non c’è ancora per Linux).
Dopo il pazzo camioncino del latte e il simulatore navale, ora è disponibile anche il simulatore di guida, in grado di mostrare in tre dimensioni un percorso da A a B selezionato su Google Maps. Si sceglie il percorso, si preme GO! e la macchinetta comincia a muoversi sulla mappa coprendo la distanza tra i due punti a velocità variabile a dicrezione degli utenti.

È molto più divertente il camionciono, con tutti i suoi difetti, ma per previsualizzare e farsi un’idea di un percorso stradale prima di mettersi alla guida questo simulatore può risultare davvero utile.
La notizia di qualche giorno fa è che le fuinzionalità di Google Earth, come la visualizzazione 3D con comandi tilt&shift, ora sono disponibili anche nella versione online del sistema di mappe della casa di Mountain View, Google Maps. Per utilizzare la funzionalità è sufficiente cliccare sulla voce “Earth” in questo momento in alto a sinistra. Chi ha già installato Google Earth non deve fare nulla, chi invece non ce l’ha trova il plugin per il suo browser.
Ora quindi in Google Maps si può viaggiare tra monti e valli, con una resa della realtà davvero interessante e con una reattività molto più elevata rispetto al superdefinito Google Street View. Se poi volete un modo ancora più divertente di fare i vostri viaggi virtuali vi consiglio il Google Milk Monster Truck (lo trovate qui), il pazzerello camioncino del latte, che scala le montagne e salta le colline come se fossero noccioline! Qui sotto vedete uno screenshot di un super salto durante la mia risalita da Locarno alle fonti del Fiume Ticino!

Se non vi piace il camioncino potete anche navigare in barca o sbizzarrirvi a create il gioco dei vostri sogni con le API di Google.
I marchi social si sono buttati nella produzione di pesci d’aprile in video. Carina l’idea di Kodak, ma geniale e realizzata in maniera incredibilmente professionale quella di Google!
L’hot topic del momento nell’ambito dei lavori part-time da casa è quello relativo ai gioielli: in particolare la rete è sotto spam-attack da parte di fantomatici dipendenti della altrettanto fantomatica Western Gold, tutti con indirizzo email @western-gold.net .
Come sempre gli utenti vengono attirati da un lavoro ben retribuito, effettuabile da casa in 1-2 ore, con semplici compiti amministrativi: in realtà vengono poi coinvolti in un giro di bonifici in arrivo dal phishing. In pratica i criminali rubando i dati personali (magari con finte email della banca) si introducono nei conti e dirottano i fondi verso il conto del malcapitato collaboratore part-time; quest’ultimo li preleva dal proprio conto e tramite Western Union o MoneyGram li invia all’estero, pensando di fare un semplice e pulito passaggio amministrativo di una rispettabile ditta di preziosi, dal quale ricava semplicemente una percentuale (per altro molto elevata, si parla dell’8% su cifre di anche 2000 euro).
Alla fine dei passaggi il malcapitato utente caduto nella trappola dei lavori coi bonifici si ritrova ad essere l’ultimo passaggio tracciabile della catena criminale, non essendolo il trasferimento di contanti, soprattutto all’estero. I possessori dei conti defraudati trovano, infatti, in lui il destinatario dei fondi a loro sottratti e lui non può dimostrare dove siano andati a finire i soldi, trovandosi a rifonderli di tasca sua.

Che fare? Stare attenti a queste golosissime superofferte di lavori super-retribuiti a fatica zero. E ascoltare Google: la nuova funzionalità antiphishing di Gmail, ad esempio, non solo mi ha identificato come spam tutti i messaggi dagli indirizzi xxx@western-gold.net, ma alla loro apertura mi ha chiaramente avvisato della loro molto probabile natura truffaldina.
Da qualche tempo a questa parte alle email indesiderate che mi propongono di “allargare” il mio pene, di trovare in due click la compagna della mia vita, di guadagnare soldi con Google e internet e a quelle che mi informano che la mia banca (o una a caso) e le Poste mi hanno bloccato conto e carta di credito, si sono aggiunte le missive di spam dell’Assessore alle Infrastrutture e Mobilità della Regione Lombardia Raffaele Cattaneo, che prima mi ha informato dell’avvio dei lavori della Pedemontana, per altro che segue un tracciato che non mi recherà nessun beneficio, anzi potrebbe pure darmi fastidio, e poi mi racconta la sua campagna elettorale, visto che si è ricanditato alla Regione con la lista Formigoni Presidente - Popolo delle Libertà - Berlusconi per Formigoni - chi ne ha più ne metta - per le elezioni del prossimo 28-29 marzo.

Ora, mi piacerebbe sapere dove il nostro spammer regionale (o i suoi scagnozzi telematici) ha trovato uno dei miei indirizzi personali, che per altro non dò in giro da tempo e che uso solo a livello molto personale, evitando di farlo finire in form online e simili. Non è bello che uno con cui io non ho mai avuto a che fare e che sicuramente non rientra nel mio giro abbia uno dei miei indirizzi personali e soprattutto lo utilizzi per spammarmi la sua (a me) inutile newsletter. Sta di fatto che proverò a cancellarmi dalla sua gnusletter, vediamo un po’ se mi lascerà in pace e se continuerà a raccontarmi la sua arrampicata verso il successo….