Il Falsomagro in rete


Cento, Cento, Cento…

No, non vi voglio ricapultare ai tempi della ruotona finale di OK il prezzo è giusto, ma solo segnalarvi che il mio post sulle disavventure degli utenti al cospetto dell’architetto Perna, anche noto come dott. Giuseppe Pellegrino, ma che noi abbiamo essere scoperto essere in realtà una donna, ha raggiunto e superato quota 100 commenti.

Passata da Nikon D300 a Bimby, passando per Canon 7D, la nostra truffatrice continua imperterrita sotto mentite spoglie ad adescare malcapitati, con la solita storia: un prezzo basso visto che il prodotto in vendita è doppione avuto in regalo, la proposta di un anticipo e di un saldo a prodotto ricevuto, la ricarica su PostePay e la scomparsa.

Come dicevo nei commenti ho provato a segnalare la vicenda anche alle IENE, consigliando comunque a tutti i truffati di sporgere denuncia alla Polizia Postale e a tutti gli altri a inviare comunque una segnalazione alle Forze dell’Ordine, in ogni caso la prevenzione e la diffusione delle informazioni è fondamentale per salvare possibili vittime dalla truffa.

Elena e il Falsomagro ora anche su Appunti Digitali

elena-scammer.jpgI lettori del Falsomagro che frequentano anche Appunti Fotografici lo sanno già da qualche tempo, grazie a questo post: il sottoscritto ora è un vero blogger, con uno spazietto tra i professionisti della bloggata di Appunti Digitali, il blog del network di Hardware Upgrade.

Per ora sto riversando in Appunti Digitali le passioni che trovano spazio sui miei blog: email, spam e fotografia digitale. Non potevo quindi non far salire agli onori della cronaca di AD anche una delle indiscusse protagoniste della storia del Falsomagro, la nostra bella Elena, la scammer per eccellenza.

Come prevedevo l’argomento ha preso anche i lettori di Appunti Digitali subito pronti a dire la loro nei commenti a proposito di stufe, inverni russi, scammer e buon cuore della gente.

Grooveshark e la potenza del web 2.0

Il web 2.0 funziona! La combinazione di Falsomagro, zerOKilled e utenti nei commenti ha battuto per l’ennesima volta Next Open Innovation aka Telecom Italia, che aveva castrato Grooveshark rendendolo inagibile agli utenti italiani. Se seguite la procedura che Ciccio86 ha descritto nei commenti al seguente post (trovate la stessa procedura anche nei commenti a un post di zerOKilled) riuscirete a tornare a sentire la vostra musica su Grooveshark.

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La procedura è molto semplice e prevede la modifica del file host, aggiungendo due righe con due indirizzi. Provateci, al momento funziona!

Grooveshark: di nuovo accessibile grazie al Falsomagro

grooveshark.jpgNel post in cui parlavo in toni amareggiati della chiusura di Grooveshark agli utenti italiani da parte di Telecom Italia, nella fattispecie nella persona di Next Open Innovation, vi ho promesso di cercare una soluzione a questa ingiustizia. Ebbene, grazie al contributo di voi utenti e grazie all’impegno dell’instancabile Zerokilled, mago del php, ecco aggirato l’ostacolo posto agli italici navigatori da Next Music.

Shark nei commenti ci proponeva una soluzione ospitata sul dominio Altervista, funzionante, di cui però non sappiamo esattamente il meccanismo di funzionamento, ossia se sia semplicemente, come nel mio caso, l’hmtl dell’homepage di Grooveshark riportato in un’altra pagina, oppure si qualcosa in cui i nostri dati personali transitano più in chiaro su quel dominio. In quel caso utilizzare un account con username e password magari comuni ad altri nostri servizi potrebbe risultare pericoloso.

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Venendo alla soluzione architettata dal nostro Samuele Zerokilled, il nostro eroe del web si è piazzato Continua a leggere »

Le inchieste del Falsomagro: Lavorare coi Bonifici - prima parte

phishing.jpgDopo aver trattato l’argomento in diversi post ho deciso di affrontare di petto il tema dei “Lavori con i Bonifici“, spinto soprattutto da crescente numero di commenti in calce ad un paio di post (questo e questo). Sono riuscito ad entrarein contatto con un po’ di persone “truffate” da questo giro illegale di denaro e le ho trovate quasi tutte disponibili a rispondere a una piccola intervista.

Ne emerge un quadro variegato, ma che ha come sfondo (come mi era già capitato disottolineare in uno dei miei interventi) la crisi economica attuale. Gli spammer fanno leva sulla mancanza di lavoro e di soldi per proporre lavori immediati, ben retribuiti, semplici, affiancabili ad altre attività, per proporre le loro truffefatte di riciclaggio di denaro rubato tramite il fenomeno del Phishing.

La leva utilizzata è veramente subdola, non va apremere i vecchi tasti della prestanza sessuale, delle lotterie e degli improbabili bonus: si offre un lavoro, la cosa chein questo periodo la gente cerca di più. Non cerca improbabili colpi di fortuna, vuole semplicemente avere un lavoro onesto. A chi decide di collaborare gli spammer offrono un lavoro effettuabile da casa con soli tre requisiti: un conto inbanca, una casella email e un numero di telefono.

Il lavoro consiste nel ricevere sul proprio conto somme di denaro (parliamo di migliaia di euro), ritirarle in contanti e inviarle all’estero tramite il circuito MoneyGram o Western Union. Per i suoi servigi l’utente viene ricompensato con l’8-10% di commissione su ogni trasferimento, il che si traduce incentinaia di euro alla volta.

Il problema è rappresentato dalla provenienza e dalla destinazione del denaro: i soldi provengono da conti corrente defraudati tramite il meccanismo del phishing (il furto di dati personali tramite finte emailo pagine web ad hoc) e una volta prelevati in contanti e inviati via trasferimento di denaro all’estero finiscono in uncircuito da cui è difficile rintracciarli. Nel momento in cui il possessore del conto defraudato si accorge del trasferimento non autorizzato come prima cosa denuncia il possessore del conto su cui sono stati versati i soldi,chiedendone la restituzione. A questo punto il malcapitato che ha accettato di lavorare per quei tipi loschi come Odria Paga si trova in una situazione poco bella: ha già trasferito gran parte del denaro sul circuito non tracciabile dei trasferimenti di denaro all’estero e si trova a dover rifondere il truffato da phishing di tasca sua.

Nel mio giro di interviste ho incontrato persone di tutti i tipi e di tutte le età, spinte ad accettare i lavori coi bonifici per diverse ragioni: disoccupazione ed età piuttosto avanzata (in un mercato del lavoro dove dopo i 50anni sei “out”), ricerca

infruttuosa del primo impiego, bisogno di una attività secondaria da affiancare al primo lavoro per arrotondare. Le età vanno dai 21 ai 60 anni, c’è una prevalenza di uomini, ma le donne non mancano. Tutti gli intervistati sono utenti che conoscono internet da più di 10 anni, che sanno cos’è il fenomeno dello spam e del malware in rete, e che si affidano, per la maggioranza, ai filtri dei provider e del proprio antivirus per proteggersi.

L’atteggiamento nei confronti dello spam varia molto da caso a caso: c’è chi dice di non aprirlo mai (ma per quelle di Odria Paga lo ha fatto ;-p ), chi dice di non averci trovato mai nulla di interessante, chi invece più di una volta ha trovato delle vere tentazioni. Le email con le proposte di lavoro, oltre che essere molto numerose, sono state percepite meno “spam” delle solite email sul Cialis, su Spermamax e sulle anime gemelle, fatto che ha portato molti ad abbassare la guardia e a fidarsi troppo dei propri interlocutori.

Chiudo qui, fermandomi all’analisi sociologica (Burgazzi docet) degli utenti caduti nella rete dei riciclatori di denaro, questa prima parte della mia prima inchiesta sul fenomeno dei “lavori coi bonifici“. Rimanete sintonizzati, a breve è in arrivo la seconda parte, quella più interessante, se volete essere sicuri di non perdervela iscrivetevi ai Feed.

Il villaggio globale e antica vita di paese

monteviasco.jpgIl buon Boneschi mi ha segnalato un interessante post di Giacomo Dotta su webnews Blog, una riflessione sui concetti di paese e villaggio globale. L’autore mette a confronto la vita di paese con le “conquiste” del villaggio globale, con un’interessante divagazione sul fatto che quest’ultimo venga definito proprio villaggio e non “città globale”.

In effetti il web e le possibilità offerte dalla comunicazione hanno in parte sopperito al progressivo affievolirsi dei legami personali tipico del passaggio da una società (qui potrebbe intervenire il nostro sociologo preferito, Gabriele Burgazzi) contadina e legata ai ritmi del paese e delle stagioni a una cittadina che insegue la frenesia della vita moderna.

In un’epoca fatta di fast-shopping trovare una community per parlare dei propri acquisti sembra una grande conquista, in un’epoca fatta di “case chiuse” (nel senso letterale, blindate e sigillate con quattro mandate appena si entra in casa) la “apertura” dei nostri luoghi digitale, con scambio di link e contatti, sembra aprire orizzonti prima sconosciuti.

La riflessione è pienamente condivisibile, soprattutto nell’essenza: è bene non sopravvalutare le “potenzialità” del web, è giusto riconoscere a internet molti meriti in questa società  post-moderna, ma riconoscendo anche che in realtà alla base c’è una ricerca e una ricostruzione di valori andati un po’ persi con l’urbanizzazione della vita.

La chiave di volta è trovare un punto di incontro tra “antichi valori” e comunicazioni moderne,  facendo in modo che dall’incontro e dalla sintesi ne possa scaturire una visione rinnovata e una consapevolezza nuova di entrambi. Per non tediarvi ulteriormente chiudo il post filosofeggiante qui, ma vi invito a dire la vostra nello spazio riservato ai commenti.

Scammer: qualcuno ci casca davvero e ci rimette un sacco di soldi

daria-5.jpgAbbiamo visto che parrecchia gente si è lasciata invischiare da quei fantomatici miracolosi lavori coi i bonifici e che ora si trova ad avere problemi legali, denunce a carico e via dicendo, basta dare un occhio ai commenti di questo post e di questo. Sulle scammer invece ho sempre trovato commenti di persone che grazie alle nostre indagini hanno trovato informazioni a sufficienza per fermarsi in tempo, evitando di inviare somme di denaro per stufe o viaggi in Italia.

Mi sono allora chiesto se qualcuno fosse effettivamente cascato nella rete delle nostre amiche scammer: Elena, Daria, Yuliya, Olga, Veronika. Ebbene, pare proprio di sì: girando in rete ho scovato questa pagina, che raccoglie diverse testimonianze di persone che hanno creduto alle storie delle nostre truffatrici russe e hanno inviato consistenti somme di denaro, andando pure all’aeroporto ad attendere l’arrivo della giovane pulzella, dopo che essa aveva ampiamente dichiarato il proprio profondissimo amore per il truffato.

Le cifre che si vedono citate sono abbastanza impressionanti, si parla anche di 3900/5000 euro inviati alle sedicenti ragazze, con la promessa di restituzione una volta che fossero giunte dal proprio amato in Italia. Il meccanismo è quello classico, l’intoppo durante il viaggio (biglietti aerei da comprare, visti da fare, somme di denaro da dimostrare in dogana) che richiede l’invio immediato di contanti.

Il fenomeno rende quindi molto alla malavita russa ed è ancora più importante quindi diffondere le informazioni che mettano in guardia da queste truffatrici!

Il Falsomagro BUZZA!

Buzzparadise e ZZUB sono due servizi di buzzmarketing a cui sono iscritto da diverso tempo e di cui vi ho già parlato. In questi giorni il primo mi ha mandato l’invito alla prima campagna che sono riuscito a beccare (quella del video di cui vi ho promesso spiegazioni l’altro giorno [se sei curioso  clicca qui]), mentre invece ZUBB è molto più attivo e mi ha coinvolto ultimamente in du  campagne di passaparola, legate a INQ e Skebby.

Il primo è il facebook-telefono erede del TreSkypePhone, mentre il secondo è lo Skype degli sms. Al momento sto smanettando un po’ sulle due cose, ma fin da ora vi coinvolgo nei commenti: qualcuno li ha già provati e tramite il Falsomagro vuole far giungere qualche messaggio al mondo e alle aziende che hanno messo in piedi le  campagne?

Lavorare coi bonifici aiuta il PHISHING

phishing-in-action.jpgNon solo è ufficiale che accettare di trasferire soldi verso destinazioni ignote accettando uno dei tanti lavori di giro di bonifici che circolano come spam in rete sia pericoloso per gli utenti, ma l’approfondimento che i lettori del Falsomagro hanno contribuito a creare nei commenti ai post “Corinne Potter ci ha risposto” e “Moto Ride Company: spammer a tutto campo“ci ha confermato un’altra cosa: così facendo si contribuisce alla diffusione del phishing.

Diversi utenti che hanno accettato di lavorare da casa coi bonifici, dietro la promessa di lauti compensi, pari all’8% di commissione (e un utente è arrivato a trasferire 20.000 euro, fate voi i calcoli), si sono trovati ad essere l‘ultimo passaggio tracciabile (e quindi denunciabile) di un giro di truffe basate sul phishing.

In pratica il sig. Odria Paga, o meglio l’organizzazione che si nasconde dietro questo nome, tramite il phishing (il furto di dati personali quali l’accesso al conto corrente) riesce a dirottare fondi dal conto bancario di un privato o di una azienda truffata verso il conto dell’utente che ha accettato di lavorare coi bonifici, il quale a sua volta dirotta i fondi verso altri conti bancari (oppure tramite Western Union o MoneyGram) che una volta utilizzati come passaggio scompaiono senza lasciare traccia.

L’azienda o il privato che sono stati truffati, una volta scoperta la truffa, hanno prontamente (e giustamente) denunciato i proprietari dei conti su cui sono state versate le somme sottratte tramite il phishing. Questi ultimi si trovano ad essere l’ultimo passaggio tracciabile, in quanto i conti su cui hanno versato i soldi sono spariti senza lasciare traccia. Si trovano quindi a dover rifondere le aziende truffate senza più avere a disposizione i soldi.

Ho personalmente scritto alla Polizia per chiedere direttamente un consiglio su come agire in questi casi, ma dubito che ci siano vie d’uscita che possano lasciare indenni coloro che si sono lasciati abbindolare dall’idea di facili guadagni e hanno accettato il lavoro coi bonifici. Appena rispondono ve ne rendo partecipi.

Vuoi lavorare da casa? Chiama questo 895 (e fatti spennare)

Il Falsomagro ormai può contare su una folta schiera di collaboratori, sempre pronti a inoltrare email sospette; tra essi spiccano il BuonTeo, l’Homo Burgazzus e l’uccisozerovolte. Il nostro, ormai celeberrimo, costruttore di pistole da ufficio, muscoloso giocatore di baseball Gabriele Burgazzi mi ha scovato una email particolarmente interessante, recapitata dal signor Mario Cucunato alla sua casella di posta, con la fantomatica scusa di aver trovato l’indirizzo “nella base dati di annunci lavoro su internet“. Ecco Continua a leggere »