Il Falsomagro in rete


Farsi pubblicità su Facebook

wedding-thumb.jpgNonostante le preoccupazioni crescenti che serpeggiano nell’utenza legate al tema privacy, Facebook e i social network possono aprire porte e prospettive interessanti, naturalmente se utilizzati con cognizione di causa. In questi ultimi giorni sono molto stupito dal moltiplicarsi di ricerche come “come sapere chi va a vedere il tuo profilo su facebook” o “se non vuoi si visiti il tuo profilo“.

Se non vuoi che nessuno lo visiti o non lo apri, oppure lo rendi privato, ma a quel punto tutto il “social” va perso e non so che utilità possa avere, nel caso della domanda su chi vede il nostro profilo, invece ho già trattato l’argomento in questo post.

Perché togliere l’aspetto social a Facebook? È una delle poche vere utilità.  Ad esempio io sono sempre un po’ restio a mettere le foto su Facebook, soprattuto per l’annosa questione dei diritti, che forse non si è mai chiarita del tutto. Per stare sicuro ci piazzo il mio watermark e le carico a bassa risoluzione, in modo che l’uso non autorizzato che se ne può fare rimane alquanto limitato. Sta di fatto che con tutti gli accorgimenti del caso (la cognizione di causa che citavo in apertura) le foto le condivido eccome.

Le condivido perché è bello, perché posso raggiugere in modo semplice amici a cui sarebbe difficile inviare le foto, perché le foto possono stimolare interessanti conversazioni. E poi, e qui veniamo al titolo, per chi come me ama la fotografia e un giorno vorrebbe fare le cose un po’ più sul serio, Facebook e i social network (quelli specializzati come Flickr e Picasa e simili) sono un’ottima vetrina, uno spazio per farsi pubblicità gratuita. L’altro giorno dopo che sono cominciate ad apparire online le foto di un matrimonio che mi vedeva in veste di fotografo ufficiale, un’amica mi ha contattato per sapere se ero disponibile anche per altri matrimoni, visto che aveva una coppia di conoscenti in cerca del fotografo per il proprio giorno più bello.  Interessante, no?

Come Photoshop, ma online e gratis

Conludevo l’ultimo post dicendo che per per le modifiche alle immagini c’è sempre Photoshop, ma effettivamente per chi come me lo utilizza per lavoro o per chi non si fa problemi ha trovarne una simpatica versione craccata la cosa è semplice, ma per tutti quelli che non vogliono spendere i soldi per un programma che utilizzeranno poco e non vogliono/possono affidarsi a software piratato il problema si pone eccome!

Chi avesse bisogno di controlli avanzati e funzionalità di grafica  può cimentarsi con la poco user-friendly interfaccia di GIMP, che offre molti strumenti, ma sparsi in giro per il desktop in 3/4 finestre. Chi invece ha bisogno semplicemente di dare un semplice tocco di trucco a qualcuna delle sue foto può affidarsi alle numerose applicazioni web che mettono a disposizione gli strumenti più semplici e rapidi.

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Oggi vi segnalo PIXLR, un semplicissimo tool free online che gratis permette di regolare i principali parametri (luminosità, contrasto, saturazione, livelli) delle vostre foto. Si carica una foto online e la si modifica, salvando poi in locale la versione ritoccata. Per poche foto è uno strumento facile, veloce e soprattutto gratis, fateci un salto.

Tutti in copertina

falsomagro-copertina1.pngDopo lo spam divertente e i pesci d’aprile famosi restiamo nel mondo del faceto: avete mai avuto il desiderio di creare una simpatica finta copertina con la faccia di qualcuno dei vostri amici o con la vostra? Tra i servizi che ho trovato in rete vi segnalo MagoFun.com, che offre la possibilità di caricare una foto e inserirla in decine di template già costruiti, permettendo di arrivare a una finta copertina in pochi click e soprattutto pochi secondi.

  Tra i difetti del sistema quello più evidente è l’impossibilità di personalizzare le scritte del giornale, è necessario quindi sapersi adattare a quelle già presenti nei diversi template, ma una copertina semplice e senza pretese ci si può anche accontentare, per tutto il resto d’altra parte c’è Photoshop ;-)

Vuoi sapere chi visita il tuo profilo Facebook? Quello che ti truffa!

facebook-scopri-chi-visita.jpgNegli ultimi tempi la cosa si è un po’ placata, ma c’è stato un periodo in cui ero letteralmente bombardato da richieste di iscrizione a gruppi come “Scopri chi visita il tuo profilo Facebook“, “Scopri chi guarda il tuo profilo“, “Facebook extended, funziona davvero!“, “Scopri chi guarda le tue foto su Facebook“,  “Facebook Stats Pro“, “Trucchi Facebook: come vedere se un amico visita il tuo profilo“, “Scopri chi visita il tuo profilo! Metodo ufficiale, sicura al 100%”.

C’è qualcosa di vero in tutte queste affermazioni? ASSOLUTAMENTE NO! È impossibile tracciare la navigazione sul nostro profilo, sarebbe una cosa da fare a lato server a basso livello da Facebook stesso, non è possibile che una semplice applicazione  “da profilo” possa mettere a disposizione un tool del genere.

La domanda a questo punto non è “come”, visto che è impossibile, ma “perché”. Penso che la questione possa andare in due direzioni: da una parte il multilevel marketing. Un gruppo con molti utenti potrebbe vendere al migliore offerente i dati personali (a cui ognuno di noi dà accesso da parte dell’applicazione che va ad installare sul profilo), tra cui la nostra email su cui spammare offerte commerciali indesiderate. Addirittura potremmo anche trovarci (e i casi riportati sono ormai parecchi) iscritti a un gruppo che prima si chiamava “SuperFacebook, scopri chi visita il tuo profilo e guarda le tue foto” e poi cambia (senza avvertirci) nome e diventa “Abbasso i bambini down“. Dopo il danno (qualcuno ha venduto i nostri dati personali), la beffa (ci troviamo tacciati di una discriminazione con la quale manco siamo d’accordo, che anzi magari aborriamo come fumo negli occhi).

L’altra direzione è una monetizzazione diretta dei click. Tu installi l’applicazione e ti ritrovi sulla pagina dove ti viene promesso di scoprire il numero e il nome di quanti hanno visitato il tuo profilo; clicchi sul bottone continua e… l’omino che ha messo in piedi la truffa si intasca i soldini dell’inserzione che ha abilmente nascosto sotto il bottone “Continua”. Oltre ad avergli regalato i tuoi dati personali gli doni anche qualche centesimo di euro.

Quanto sono diffuse queste applicazioni truffa? Trend Micro ne ha contati ben 25 cloni di una delle tante…

facebook-malware-1-email-example-2.JPGSempre rimanendo in ambito FacciaLibro sta tornando all’attacco anche lo spammer-scammer che invia finte email da parte di Marc Zuckerberg e dello staff Facebook, nelle quali di avverte l’utente che la sua password è stata reimpostata. La fregatura non sta in questo caso in un link che rimanda a una pagina fasulla creata ad hoc per rubare username e password, ma sta in un ben più pericoloso allegato .zip che promette il recupero della password modificata. L’allegato è un pericoloso password stealer, in grado di rubare e inviare al cybercriminale di turno tutte le password che inseriamo nel nostro PC, incluse quelle della posta, del server aziendale e della nostro conto in banca online.

Che dire? Ogni volta che vedete una email che vi invita a recuperare una password smarrita, se non avete mandato voi la richiesta 5 secondi prima, rifuggitela come la peste, cancellatela, mettetevi in salvo!!! 

Annet/Anya/Anna: la scammer non mi ama più

chetrn.jpgSiamo alle solite, dopo una serie di missive grondanti di amore e sogni di un futuro roseo la mia storia con Annet/Anya AKA gloriosflower44@gmail.com  è finita con la solita seire di insulti. Come sempre la vicenda è iniziata con una email di spam:

 Hi.  I  have  received  your  reciprocal e-mail. you did not send me a
picture  You  and  informed nothing on itself. Please make it. I would
like  to  learn  a  little about you. I ask you to find time, for this
purpose.  I  as  want  to ask what you to write to me in English, as I
unfortunately  do not know other languages. I shall wait your message.
Yours faithfully Anya.

Poi è continuata con il solito cliché da Scammer: ci si conosce, lei si dichiara vogliosa di avere una storia seria, si innamora, programma il viaggio in Italia per raggiungere il suo amore (me). Fa bene i conti, ma alla fine l’agenzia le presenta il conto e senza i 1800 euro che le devo mandare io non può partire e il nostro sogno non diventerà mai realtà.

Come sempre le invio un finto numero di trasferimento denaro Western Union, lei si reca allo sportello e non trova nulla, allora le invio una altrettanto finta ricevuta di invio, lei si reca allo sportello e non trova nulla, e si arrabbia. Io mi arrabbio, do della ladra a lei e a tutti i russi, le dico che mi ha spezzato il cuore e il portafoglio e la nostra storia finisce lì.

Cosa resterà di questa storia d’amore? Una finta ricevuta e qualche foto della russa biondina…

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Lo sfondo di Twitter e il personal branding

Il Tagliaerbe, fonte sempre ricca di novità e in qualche modo ispiratore della nascita di questo blog, da tempo spende parole ed energie per descrivere e mettere in pratica il “Personal Branding“, ossia quella strategia che mette al centro una persona, solitamente l’autore stesso, ma non è detto, e ne promuove l’immagine proprio come se fosse e per farla diventare un marchio.

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Il mio personal branding è nato con il blog stesso attorno all’azzeccato nome, sempre partorito dalla calva testa del Taglia, ”Falsomagro“, semplice da ricordare, simpatico e molto adatto a diventare un marchio di fabbrica. Nel tempo al semplice nome sono riuscito ad affiancare un riuscito avatar, nato per caso da una foto (se non ricordo male di Zerokilled) trasformata durante i miei esperimenti in Photoshop con i filtri Nik Software.

Il marchio è apparso un po’ dapprima nella sezione contatti, per poi divenire l’avatar unificato di tutta una serie di  IM e social network. Da poco, come vi ho già raccontato, è diventato anche protagonista della mia pagina di Twitter.

E voi? Vi dedicate al personal branding? Come è nato il vostro marchio? Raccontatelo a tutti!

A Natale sotto l’albero: 12 truffe informatiche - prima parte

pacco-natale.gifNon c’è antivirus che tenga, con le nuove frontiere del cybercrimine il lavoro da fare è quello sugli utenti, causa primaria nella maggior parte dei casi delle truffe che li vede protagonisti. Hai voglia a creare un algoritmo che sia in grado di riconoscere le pagine malevole, se poi l’utente medio apre qualsiasi link che trova nelle email della propria (finta) banca, del suo (inesistente) conto Banco Posta e del suo (ma quando mai) account eBay.

Per questo tutte le software house che si occupano di sicurezza stanno investendo parecchio sulla comunicazione al fine di prevenire le principali truffe informatiche. Meno utenti ci cascano, meno zombie e altre cose ci sono in giro e più facile è alla fine anche il loro lavoro.

McAfee mette in guardia l’utenza contro le 12 principali truffe informatiche in vista del prossimo Natale, periodo che storicamente vede aumentare il numero di email in circolazione, innalzarsi il senso di bontà degli utenti e diminuire Continua a leggere »

Mimi, la scammer in nero va in bianco la seconda volta

sandra-wani.JPGLa nostra insistente scammer Mimi, quella che tramite un finto avvocato che somiglia alla versione senegalese di Don Chuck Castoro, sta cercando di scucirmi i 1800 euro necessari per avere due documenti dall’Alta Corte di Dakar, per riscuotere poi con Mimi, incassandone i 45%, l’eredità di 2,7 milioni di dollari, andrà in bianco per la seconda volta. Dopo essersi presentata allo sportello Western Union per 2 volte con un Money Transfer Control Number di pura fantasia, con tanto di finta ricevuta da me inviatale, sentendosi dire che la transazione è inesistente, ora effettuerà la stessa operazione con una finta ricevuta MoneyGram.

Nel frattempo è venuta alla luce una concorrente, Sandra Wani  (sandra_wani@yahoo.com) profuga sudanese, fuggita anch’essa in Senegal e a cui spetta una eredità di ben 7,5 milioni di dollari. Visto che Sandra scrive in Continua a leggere »

La scammer finisce su Facebook

Marta un po’ di tempo fa mi ha segnalato un gruppo su Facebook, per l’esattezza quello denominato: “Quelli che in camera vorrebbero un sacco da boxe x sfogarsi quando vogliono“. Sulle prime ho pensato “@#%$£!”, ma poi quando  ho aperto il gruppo mi sono trovato davanti alla nostra cara amica Daria, finita con la sua foto a fare da immagine rappresentativa del gruppo.

Affascinato dalla dietrologia del fatto ho scritto alla fondatrice per sapere i motivi della scelta di quella foto(se per esempio le era arrivata via mail come a me): semplicemente ha digitato su Google e l’ha trovata. Facendo la stessa operazione ho scoperto che il risultato di Google porta proprio alle pagine del Falsomagro, al post “Dalla Russia con la foto: lo scam è servito!

Scammer, Falsomagro, Facebook e Google: che mix imprevedibile!

Chissà cosa stava scrivendo Steve Ballmer

Post mistero. Prima della conferenza di presentazione del nuovo Giorgio Armani smartphone by Samsung, il CEO di Microsoft, il vulcanico Steve Ballmer, è alle prese con il suo cellulare (un Samsung Armani, vista l’occasione) e guarda la sua posta e scrive email. Chissà cosa stava scrivendo, nel momento in cui il Falsomagro lo ha di soppiatto fotografato…. Dite la vostra!

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