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Arriva il cugino di Doretta82, Giallo Parlante. Lo scopo di questo bot (risponditore automatico) è lo stesso che ha guidato lo sviluppo di Doretta (la ricercatrice quasi perfetta), ossia la ricerca di nuovi modi per far teragire la gente con i motori di ricerca.
In questo caso l’esperimento di Seat Pagine Gialle, con cui potete interagire aggiungendo ai contatti messenger gialloparlante@paginegialle.it, è un vero e proprio discendente del progetto Microsoft e nasce da un accordo tra l’azienda italiana e il colosso del software.
Giallo Parlante fa parte di una serie di gadget pensati per facilitare l’uso dei prodotti Seat (Pagine Gialle, Pagine Bianche, Pagine Gialle Visual ecc) presso il pubblico dei servizi Microsoft Windows Live. L’esperimento mi pare poco interessane, in quanto con Giallo Parlante l’interazione è minima, o fai la ricerca o niente, non puoi divertirti a perdere tempo con domande e risposte inutili come con Doretta82@live.it.
Peccato, io sognavo già una chat a due tra i due cugini, sai mai che nasca una storia d’amore…
Leggevo questa news di Hardware Upgrade, convinto di aver già trattato l’argomento sul Falsomagro, ma l’uso del box di ricerca mi ha dato parere contrario. Pare che il motore di ricerca semantico sarà a breve la portata di tutti. Per semantico si intende in grado di capire non solo l’ortografia delle parole, ma anche il loro significato, anche quello che assumo all’interno di una frase.
Per esempio cercando ‘Nave all’ancora‘ non dovebbero uscire risultati dovuti a pagine con frasi del tipo ‘Nave all’ingresso del porto non ancora ormeggiata’ o cose simili. Nonostante la cosa possa rappresentare una vera e propria rivoluzione sul web, dominato ora dai search engine come Google, che utilizzano il metodo delle parole chiave, pare che Powerset non navighi in buonissime acque, e qualcuno vocifera che ci sia Microsoft in prima fila per l’eventuale acquisto della società (o della tecnologia). Attualmente il motore di ricerca semantico è in grado di effettuare query solo su Wikipedia, ma è previsto l’allargamento in tempi non troppo remoti.
Certo sarebbe bello un giorno trovarsi di fronte un motore di ricerca più intelligente, in grado di rispodere direttamente alle nostre domande. Certo già qualche motore di ricerca è in grado di rispondere a semplici domande, eccone un esempio di Google.
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Quella di Ecocho sembra una storia abbastanza travagliata: dopo le strane pagine apparse al suo posto a chi tentava le ricerche, ora per chi si affida alla versione basata sul motore di Google (io ho integrato il servizio nel box di ricerca di Firefox) c’è un’altra brutta sorpresa.

Il servizio è stato sospeso! Pare che Google abbia deciso di sospendere il servizio di ricerca/advertising, forse per i ridultati troppo eclatanti sperimentati dall’iniziativa australiana. Il sistema che promette di piantare alberi grazie ai soldi derivanti dai click sui link sponsorizzati nelle ricerche Google sembra quindi aver violato le regole del colosso di Mountain View. Qualcuno aveva fatto emergere questo dubbio fin dalla prima uscita del sito.
La ricerca con il motore di Yahoo!, invece è ancora attiva, chissà se questa durerà o sperimenterà anch’essa problemi…
Come prontamente mi segnalava ieri Chiara (grazie della segnalazione!) Ecocho è tornato online, la pagina non è più sospesa e sembra di nuovo tutto nei canoni della normalità.

Potrebbe essere semplicemente stato un eccesso di traffico quello che fatto sospendere momentaneamente il sito, come i titoli in borsa vengono sospesi per eccesso di rialzo. Io per sicurezza lo tengo monitorato!
Più che piantare alberi Ecocho ha già piantato tutti in asso… Provando ad aprire la pagina di ricerca appare questo sconsolante messaggio, che indica che la pagina è stata sospesa..

Qualcuno in effetti aveva sollevato qualche dubbio sul sistema, citando altri casi che sono incappati in una simile sorte. Sarà questo il caso? Siamo di fronte all’ennesima bufala? Vedremo, al momento la puzza di (albero) bruciato è intensa…
Verde. Ecco uno degli aggettivi che anche sul web comincia ad avere un’importanza rilevante. Già in occasione del post su GigaBlast, vincitore della specifica classica dei migliori motori di ricerca, mi ero soffermato sull’ecocompatibilità del progetto. In quel caso la maggiore attenzione all’ecologia del motore di ricerca, rispetto per esempio a Google, si traduce in un algoritmo più leggero, in grado di utilizzare meno server (e quindi meno energia elettrica) per la risposta alle ricerche.
Ecocho invece si basa su un concetto ben diverso. In pratica è fa da interfaccia di ricerca utilizzando i motori Yahoo! e Google, ma pianta due nuovi alberi per ogni mille ricerche effettuate. Piantare due nuovi alberi significa andare a compensare la CO2 (anidride carbonica) prodotta per fornire energia ai sistemi, mettendo a ‘Impatto Zero‘ le nostre ricerche. Il concetto è lo stesso che sta alla base del progetto ImpattoZero di Lifegate.

La cosa è interessante, non costa nulla: io personalmente ho intenzione di trasformare Ecocho nella mia pagina di ricerca.
Ebbene sì è così! Se su Google.com scrivete find Chuck Norris e cliccate su mi sento fortunato non troverete il mitico Chuck, ma il motore di ricerca di Mountain View vi avvertirà che non potete cercare Chuck Norris, è lui a trovare voi.

La cosa segue il filone dei Chuck Norris Facts, raccolti dappprima in un sito americano e poi anche in lingua italiana su ‘WeLoveChuckNorris‘. Una serie di motti, postati dagli utenti, che, sarcasticamente lodano il mito dell’attore americano, esperto di arti marziali e allievo di Bruce Lee.
I fact sono davvero divertenti in alcuni casi, meritano una visita! Okkio, diventano una droga e non potrete fare a meno di provare a guadagnare l’homepage e di guardarli tutti i giorni diverse volte al giorno!
Il motore di ricerca Google da parecchio tempo utilizza la tecnica del mash up per rendere più completi i risultati di ricerca, includendo tra essi risultati generati dalle applicazioni web quali ad esempio Google Maps o Google Calculator. La feature è molto comoda è possibile ottenere il risultato di un’operazione semplicemente scrivendola ne campo di ricerca.
La ricerca che vi segnalo mi ha fatto sorridere. Mi serviva il sito del produttore di smartphone E-TEN e quindi ho scritto il nome all’interno del motore di ricerca. Il primo risultato? -7.28171817 -e alla meno dieci! Il risultato vale per tutti i nomi o marchi simili, tipo: E-3 (la reflex Olympus), E-Four, E-Six e via dicendo. Ecco qui sotto il valore di E-TEN:

É di venerdì il post in cui, a partire da alcuni dati locali, indicavo in Google il motore di ricerca più amato dagli italiani. Ora il Tagliablog ci ricorda che a livello mondiale le cose non stanno così. Il motore di iicerca che più soddisfa gli utenti è Dogpile, e questo per il secondo anno consecutivo.

L’arma vincente dei motori di ricerca come Dogpile è fornire risultati aggregando (è 2.0!) quelli di altri (Google, Yahoo!, MSN e Ask), sommando quindi i lati positivi di tutti questi servizi.
Io personalmente non ho ancora provato Dogpile, ma mi riprometto di farlo a breve. Il dato di fatto che Google, nonostante non si sia aggiudicato la classifica del motore di ricerca più soddisfacente, sia molto probabilmente il più usato resta. E quando a parlare sono i numeri (pagine generate, click, impression degli advertising e via dicendo) è quello che conta.
Voi cosa ne pensate?
Ebbene sì, gli italiani preferiscono Google! Il motore di ricerca più usato dagli internauti dell’italico suolo è quello fornito dal colosso di Mountain View. Ancora una volta (come nello scorso post) attingo ai mini-sondaggi o voti rapidi di Test&Vote, di cui vi pubblico qui sotto uno screenshot.

I l campione non è certamente significativo di tutta la popolazione italiana, ma mostra in modo chiaro e lampante un trend: la maggioranza degli italiani quando deve effettuare una ricerca su internet utilizza Google Search. Certo non esclusivamente Google, ma soprattutto Google.
La conferma la posso dare anch’io guardando i dati di accesso al FalsoMagro. Il mio caro vecchio LLOOGG (chi volesse provarlo mi mandi una mail che ho qualche invito alla beta da distribuire
) segna in modo inequivocabile il successo del motore di ricerca di Mountain View. In pratica chiunque arriva tramite un motore di ricerca sul falsomagro, arriva via Google.
Certo qui il campione è ben più ristretto e potrebbe essere anche solo una questione di indicizzazione, ma sommando i miei numeri a quelli del sondaggio si può proprio trarre la conclusione che a noi italiani piace Google!