Se siete di quelli che hanno passato notti su schermate blu e simili di Windows e se la parola Jalisse vi fa scattare una piccola spia nel cervello non potete perdervi questa cover di Maxino:
Se siete di quelli che hanno passato notti su schermate blu e simili di Windows e se la parola Jalisse vi fa scattare una piccola spia nel cervello non potete perdervi questa cover di Maxino:
L’etichetta gadget raccoglie le stranezze tecnologiche in giro per la rete, al cune utili, altre di dubbia utilità. Francamente non saprei dove mettere LightSpeaker, che concettualmente è molto interessante, ma poi nella pratica non so quanto sia comodo. Partiamo dal problema che vuole risolvere: volete ascoltare la musica in giro per casa, ma il vostro stereo/PC non è trasportabile e non potete alzare il volume così tanto da riuscire a far arrivare la musica dalla sala fino al bagno?
Comprate delle casse senza fili! “Si ma poi mi tocca attaccarle, ho fili in giro, occupano spazio e ad esempio in camera non ho prese libere ne superfici su cui appoggiarle“. Tale critica è sensata.
Quello che hanno inventato LightSpeaker hanno pensato di risolvere tutto d’un botto tutti i problemi, creando un oggetto che si attacca come una lampadina, ma è capace di connettersi alla base (attaccata allo stereo) e permettervi di ascoltare la vostra musica preferita ovunque in casa vostra ci sia un portalampada, senza rinuciare alla luce, in quanto è anche dotato di LED.
Veramente plug&play, peccato però che sia necessario dotarsi di una base che trasmetta la musica. Poi è possibile gestire la musica a zona, ma a quel punto, dovendomi dotare di un kit completo preferisco la soluzione Creative, con le tecnologie X-Fi Crystalizer, che offrono anche un netto miglioramento della qualità audio.
Come abbiamo visto nel post che trovate a questo indirizzo, esiste un modo abbastanza semplice per aggirare le proibizioni messe agli utenti italiani dall’accoppiata Next Music di Next Open Innovation e Grooveshark. La procedura richiedel’aggiunta di due semplici righe nel file hosts, ma richiede comunque una conoscenza almeno minima del proprio sistema.
Per chi non volesse cimentarsi nella modifica del file, o non potesse per mancanza di permessi di amministratore del sistema, esiste una alternativa simile a Grooveshark, che ho scoperto navigando su Bloggerman. Musiz.org non offre l’ampiezza del catalogo di Grooveshark, e nemmeno i controlli avanzati su preferiti e playlist, ma per sentirsi un brano ogni tanto è più che sufficiente. Sempre che riusciate a digerire la grafica a dir poco “vivace“.
La funzione ascolta funziona, mentre quella download vi spedisce in giro per la rete, ma non vi permette il download immediato del brano prescelto.
Il web 2.0 funziona! La combinazione di Falsomagro, zerOKilled e utenti nei commenti ha battuto per l’ennesima volta Next Open Innovation aka Telecom Italia, che aveva castrato Grooveshark rendendolo inagibile agli utenti italiani. Se seguite la procedura che Ciccio86 ha descritto nei commenti al seguente post (trovate la stessa procedura anche nei commenti a un post di zerOKilled) riuscirete a tornare a sentire la vostra musica su Grooveshark.
La procedura è molto semplice e prevede la modifica del file host, aggiungendo due righe con due indirizzi. Provateci, al momento funziona!
Ci hanno bloccato di nuovo! Anche il nuovo link alla versione di Grooveshark accessibile a tutto il mondo tranne che a noi poveri italiani, bloccati dai quei poco di buono di Next Open Innovation aka Telecom Italia, è stato bloccato e gli IP italiani vengono reindirizzati su Next Music.
La soluzione questa volta è più fine e meno aggirabile, citando Zerokilled “sono riusciti a fare un controllo fatto bene“. Tranquilli, stiamo lavorando per voi e siamo alla ricerca di una soluzione! Stay Tuned!
I simpaticoni di Next Open Innovation pensavano di averci bellamente fregato mettendo un controllo sul percorso di arrivo alla pagina di Grooveshark, per impedire di aggirare il blocco imposto agli utenti italiani, discriminati nei confronti del resto degli internauti sparsi per il globo. Risultato: il link che vi ho dato qualche giorno fa non funziona e si viene reindirizzati sull’odiosa pagina di Next Open Innovation di quei poco di buono di Telecom Italia. Altro che innovazione, ci vogliono riportare dal web 2.0 all’età della pietra con la loro smania di lucrare su qualsiasi cosa. Finiranno all’inferno!
Nel frattempo la mente robinhoodiana del nostro mitico Zerokilled si è messa all’opera e ha di nuovo aggirato le (deboli) protezioni messe dallo sceriffo di Nottingham camuffato da laboratorio di innovazioni e ora possiamo ascoltare i nostri brani preferiti senza che i suoi reindirizzamenti ci disturbino.
Visto che l’altra volta in molti hanno utilizzato il nostro trucchetto per bypassare le protezioni di Next Music, anche forse per l’ampio rilievo che abbiamo dato alla cosa, questa volta il link ve lo concedo solo se invocato a grande richiesta!! (anche se, se cercate bene, da qualche parte sul Falsomagro già lo trovate)
Nel post in cui parlavo in toni amareggiati della chiusura di Grooveshark agli utenti italiani da parte di Telecom Italia, nella fattispecie nella persona di Next Open Innovation, vi ho promesso di cercare una soluzione a questa ingiustizia. Ebbene, grazie al contributo di voi utenti e grazie all’impegno dell’instancabile Zerokilled, mago del php, ecco aggirato l’ostacolo posto agli italici navigatori da Next Music.
Shark nei commenti ci proponeva una soluzione ospitata sul dominio Altervista, funzionante, di cui però non sappiamo esattamente il meccanismo di funzionamento, ossia se sia semplicemente, come nel mio caso, l’hmtl dell’homepage di Grooveshark riportato in un’altra pagina, oppure si qualcosa in cui i nostri dati personali transitano più in chiaro su quel dominio. In quel caso utilizzare un account con username e password magari comuni ad altri nostri servizi potrebbe risultare pericoloso.
Venendo alla soluzione architettata dal nostro Samuele Zerokilled, il nostro eroe del web si è piazzato Continua a leggere »
Il buon caro vecchio Grooveshark è entrato qualche tempo fa a far parte Next Open Innovation, il laboratorio online di Telecom Italia, nel quale teoricamente il colosso italiano dovrebbe sperimentare servizi web-friendly. Teoricamente.
In realtà le nostre peggiori paure hanno preso corpo e, come volevasi dimostrare, Next Music, questo il nome assunto da Grooveshark in Italia all’interno del progetto Next Open Innovation, è stato chiuso, dedicato ora probabilmente solo agli utenti a pagamento. La storia è la solita: si prende un buon servizio free e lo si rende a pagamento. Noi italiani siamo maestri in questo e Telecom Italia è addirittura Rettore dell’Università del Roviniamo Ogni Cosa Bella, Utile e User Friendly.
Perché? Bella domanda. Forse la cosa avrà a che fare con i problemi che Telecom ha incontrato con le Major dopo l’incorporazione di Grooveshark, soliti problemi di copyright, diritto d’autore, licenze e storie varie. Per salvare baracca e burattini quindi probabilmente Telecom si è levata dall’imbarazzo di distribuire musica gratis, limitando il suo terreno a una distribuzione previa iscrizione o abbonamento. Con tanti cari saluti a tutti gli italiani che avevano eletto Grooveshark il loro music player preferito.
Parlo di utenti italiani in quanto all’estero Grooveshark continua ad essere lo stesso e a distribuire musica in streaming senza costi, con playlist e preferiti salvabili dagli utenti. La prova è che se vi piazzate dietro un proxy e accedete a www.grooveshark.com non vi appare più la noioisa pagina di chiusura di Next Music, ma potete ascoltare i vostri brani preferiti e anche loggarvi con il vostro vecchio account, ritrovando playlist e preferiti che nel passaggio a Next Music vi eravate persi.
Lancio la sfida agli sviluppatori: vogliamo una add-on di Firefox che ci permetta con un click di bypassare Next Music e tornare ad ascoltare la nostra musica su Grooveshark!!
Vi ricordate di GrooveShark, è un servizio di condivisione di musica online, di social music, che permette di ascoltare gratis una discografia quasi sterminata. Oggi ho avuto una sorpresa nella casella email, trovando una missiva di GrooveShark che, entusiasta, mi informava che GrooveShark è confluito nel progetto social online di Telecom Italia NEXT Open Innovation, cambiando il nome in NEXT Music.
Al momento l’interfaccia web è rimasta praticamente inalterata, salvo i loghi che sono stati modificati e l’apparizione di un G1 e di un BlackBerry, per il download dell’applicazione per il cellulare (la prima disponibile già subito la seconda a breve). Proprio qui sta la novità: Telecom Italia ha preso la piattaforma di GrooveShark e l’ha trasformata nel suo veicolo per distribuire musica in streaming su rete cellulare.
Per il momento l’offerta, come riporta il buon Gabriele Burgazzi sulle pagine di Hardware Upgrade, sembra a prima vista molto allettante con navigazione web su APN wap.tim.it e apn.ibox.tim.it grazie alla carta speciale Maxxi Alice Next in vendita 1 euro per un mese, con limite a 400MB sul primo e 20 ore sul secondo.
Contando che ogni canzone comporta un traffico di circa 3MB ci si rende conto che in un mese si possono ascoltare al massimocirca 130 brani, poco più di 4 al giorno. Al momento non è poi chiaro come Telecom Italia ha intenzione di far proseguire l’offerta, limitata ora a un mese e non rinnovabile. Trovate tutti i dettagli qui.
Triste destino per il defunto Re del Pop, Michael Jackson. Dopo una vita da star della musico ora Jacko è diventato esca per pericolosi virus. Come rivela Sophos, gli spammer e gli sviluppatori di malware non si sono lasciati scappare l’occasione offerta dall’attenzione mediatica suscitata dalla morte del mitico Jackson. Ora Jacko non é più insidiato da un’orda di zombie come in “Thriller”, ma è diventato veicolo per una pericolosa infezione che, promettendo foto e documenti inediti del cantante pop all’apertura di un file .zip infetta il PC. Subdole le modalità di diffusione del virus: oltre alla classica forma via email il malware è in grado di replicarsi e diffondersi anche tramite chiavetta USB.Le mail, con oggetto “Remembering Michael Jackson” (“In memoria di Michael Jackson”), provengono apparentemente dall’indirizzo sarah@michaeljackson.com e sostengono che l’allegato compresso “Michael songs and pictures.zip” (“Canzoni e foto di Michael”) contenga canzoni e foto segrete di Michael Jackson. Aprendo l’allegato, però, i computer dei destinatari vengono infettati e cominciano automaticamente a trasmettere il worm ad altri utenti in Rete. Oltre a diffondersi tramite e-mail, fanno notare gli esperti di Sophos, il malware è anche in grado di propagarsi come componente Autorun su stick di memoria USB, una tendenza sempre più comune nel panorama del malware, data la crescente popolarità di questi dispositivi. “Alla luce dell’enorme interesse suscitato dalla scomparsa improvvisa di Michael Jackson, è probabile che molti utenti saranno tentati di aprire l’allegato”, spiega Walter Narisoni, SalesEngineer Manager di Sophos Italia. “Ma gli utenti più accorti dovrebbero ormai sapere bene che i criminali informatici non indugiano a far leva su notizie dell’ultima ora per diffondere malware e spam. Chiunque riceva questa mail, deve cancellarla immediatamente per evitare di trasmettere il worm via e-mail ai propri contatti”.