Il Falsomagro in rete



Grooveshark e la potenza del web 2.0

Il web 2.0 funziona! La combinazione di Falsomagro, zerOKilled e utenti nei commenti ha battuto per l’ennesima volta Next Open Innovation aka Telecom Italia, che aveva castrato Grooveshark rendendolo inagibile agli utenti italiani. Se seguite la procedura che Ciccio86 ha descritto nei commenti al seguente post (trovate la stessa procedura anche nei commenti a un post di zerOKilled) riuscirete a tornare a sentire la vostra musica su Grooveshark.

grooveshark.jpg

La procedura è molto semplice e prevede la modifica del file host, aggiungendo due righe con due indirizzi. Provateci, al momento funziona!

Grooveshark, o meglio Telecom Italia, rialza le difese

Ci hanno bloccato di nuovo! Anche il nuovo link alla versione di Grooveshark accessibile a tutto il mondo tranne che a noi poveri italiani, bloccati dai quei poco di buono di Next Open Innovation aka Telecom Italia, è stato bloccato e gli IP italiani vengono reindirizzati su Next Music.

La soluzione questa volta è più fine e meno aggirabile, citando Zerokilledsono riusciti a fare un controllo fatto bene“. Tranquilli, stiamo lavorando per voi e siamo alla ricerca di una soluzione! Stay Tuned!

Grooveshark: pensavano di averci fregati, ma noi…

I simpaticoni di Next Open Innovation pensavano di averci bellamente fregato mettendo un controllo sul percorso di arrivo alla pagina di Grooveshark, per impedire di aggirare il blocco imposto agli utenti italiani, discriminati nei confronti del resto degli internauti sparsi per il globo. Risultato: il link che vi ho dato qualche giorno fa non funziona e si viene reindirizzati sull’odiosa pagina di Next Open Innovation di quei poco di buono di Telecom Italia. Altro che innovazione, ci vogliono riportare dal web 2.0 all’età della pietra con la loro smania di lucrare su qualsiasi cosa. Finiranno all’inferno!

Nel frattempo la mente robinhoodiana del nostro mitico Zerokilled si è messa all’opera e ha di nuovo aggirato le (deboli) protezioni messe dallo sceriffo di Nottingham camuffato da laboratorio di innovazioni e ora possiamo ascoltare i nostri brani preferiti senza che i suoi reindirizzamenti ci disturbino.

Visto che l’altra volta in molti hanno utilizzato il nostro trucchetto per bypassare le protezioni di Next Music, anche forse per l’ampio rilievo che abbiamo dato alla cosa, questa volta il link ve lo concedo solo se invocato a grande richiesta!! (anche se, se cercate bene, da qualche parte sul Falsomagro già lo trovate)

Grooveshark: di nuovo accessibile grazie al Falsomagro

grooveshark.jpgNel post in cui parlavo in toni amareggiati della chiusura di Grooveshark agli utenti italiani da parte di Telecom Italia, nella fattispecie nella persona di Next Open Innovation, vi ho promesso di cercare una soluzione a questa ingiustizia. Ebbene, grazie al contributo di voi utenti e grazie all’impegno dell’instancabile Zerokilled, mago del php, ecco aggirato l’ostacolo posto agli italici navigatori da Next Music.

Shark nei commenti ci proponeva una soluzione ospitata sul dominio Altervista, funzionante, di cui però non sappiamo esattamente il meccanismo di funzionamento, ossia se sia semplicemente, come nel mio caso, l’hmtl dell’homepage di Grooveshark riportato in un’altra pagina, oppure si qualcosa in cui i nostri dati personali transitano più in chiaro su quel dominio. In quel caso utilizzare un account con username e password magari comuni ad altri nostri servizi potrebbe risultare pericoloso.

grooveshark-falsomagro.jpg

Venendo alla soluzione architettata dal nostro Samuele Zerokilled, il nostro eroe del web si è piazzato Continua a leggere »

GrooveShark aka NextMusic: lo zampino di Telecom Italia chiude tutto!

Il buon caro vecchio Grooveshark è entrato qualche tempo fa a far parte Next Open Innovation, il laboratorio online di Telecom Italia, nel quale teoricamente il colosso italiano dovrebbe sperimentare servizi web-friendly. Teoricamente.

nextmusic-closed.jpg

In realtà le nostre peggiori paure hanno preso corpo e, come volevasi dimostrare, Next Music, questo il nome assunto da Grooveshark in Italia all’interno del progetto Next Open Innovation, è stato chiuso, dedicato ora probabilmente solo agli utenti a pagamento. La storia è la solita: si prende un buon servizio free e lo si rende a pagamento. Noi italiani siamo maestri in questo e Telecom Italia è addirittura Rettore dell’Università del Roviniamo Ogni Cosa Bella, Utile e User Friendly.

Perché? Bella domanda. Forse la cosa avrà a che fare con i problemi che Telecom ha incontrato con le Major dopo l’incorporazione di Grooveshark, soliti problemi di copyright, diritto d’autore, licenze e storie varie. Per salvare baracca e burattini quindi probabilmente Telecom si è levata dall’imbarazzo di distribuire musica gratis, limitando il suo terreno a una distribuzione previa iscrizione o abbonamento. Con tanti cari saluti a tutti gli italiani che avevano eletto Grooveshark il loro music player preferito.

Parlo di utenti italiani in quanto all’estero Grooveshark continua ad essere lo stesso e a distribuire musica in streaming senza costi, con playlist e preferiti salvabili dagli utenti. La prova è che se vi piazzate dietro un proxy e accedete a www.grooveshark.com non vi appare più la noioisa pagina di chiusura di Next Music, ma potete ascoltare i vostri brani preferiti e anche loggarvi con il vostro vecchio account, ritrovando playlist e preferiti che nel passaggio a Next Music vi eravate persi.

Lancio la sfida agli sviluppatori: vogliamo una add-on di Firefox che ci permetta con un click di bypassare Next Music e tornare ad ascoltare la nostra musica su Grooveshark!!

Grooveshark: ci mette lo zampino Telecom Italia

next-music.jpgVi ricordate di GrooveShark, è un servizio di condivisione di musica online, di social music, che permette di ascoltare gratis una discografia quasi sterminata. Oggi ho avuto una sorpresa nella casella email, trovando una missiva di GrooveShark che, entusiasta, mi informava che GrooveShark è confluito nel progetto social online di Telecom Italia NEXT Open Innovation, cambiando il nome in NEXT Music.

Al momento l’interfaccia web è rimasta praticamente inalterata, salvo i loghi che sono stati modificati e l’apparizione di un G1 e di un BlackBerry, per il download dell’applicazione per il cellulare (la prima disponibile già subito la seconda a breve). Proprio qui sta la novità: Telecom Italia ha preso la piattaforma di GrooveShark e l’ha trasformata nel suo veicolo per distribuire musica in streaming su rete cellulare.

Per il momento l’offerta, come riporta il buon Gabriele Burgazzi sulle pagine di Hardware Upgrade, sembra a prima vista molto allettante con navigazione web su APN wap.tim.it e apn.ibox.tim.it grazie alla carta speciale  Maxxi Alice Next in vendita 1 euro per un mese, con limite a 400MB sul primo e 20 ore sul secondo.

Contando che ogni canzone comporta un traffico di circa 3MB ci si rende conto che in un mese si possono ascoltare al massimocirca 130 brani, poco più di 4 al giorno. Al momento non è poi chiaro come Telecom Italia ha intenzione di far proseguire l’offerta, limitata ora a un mese e non rinnovabile. Trovate tutti i dettagli qui.

Superato l’ultimo ostacolo: nuove tariffe roaming in Europa dal 1° luglio

semaforo.jpgQuasi a risposta per tutti gli euroscettici che credono poco nell’operato degli organi dell’Unione Europea, il consiglio dei ministri europei ha approvato il nuovo regolamento sulle tariffe per telefonate e navigazione internet all’estero all’interno dei confini dell’Europa a 27.

Ecco il commento di Viviane Reding, commissaria responsabile delle telecomunicazioni che, dopo un’assenza elettoraledi tre settimane, oggi ha ripreso il lavoro alla Commissione europea.“Oggi il Consiglio dei ministri ha adottato all’unanimità le nuove regolesul roaming, che hanno così superato l’ultimo ostacolo procedurale epermetteranno di offrire diversi vantaggi ai consumatori a partire dal 1°luglio. Il Consiglio segue così l’esempio del Parlamento europeo, che ad aprileha approvato le nuove regole con una schiacciante maggioranza. Questa èun’ottima notizia per i cittadini europei, che quest’estate potranno andare invacanza e usare il roaming in tutta tranquillità e senza temere brutte sorpresequando arriverà la bolletta”,

La direttiva, approvata dal Parlamento Europeo negli scorsi mesi, ha superato quindi l’ultimo scoglio e le nuove regole sulle tariffe del roaming voce e dati all’interno dei confini dell’Unione Europea entreranno in vigore in modo ufficiale e definitivo a partire dal primo luglio 2009.

Un sincronismo perfetto per evitare le brutte sorprese che negli scorsi anni hanno caratterizzato le vacanze di alcuni utenti, tartassati da bollette esorbitanti e da regole sul roaming poco chiare. Come riportato nel comunicato stampa pubblicato sul portale dell’Unione Europea, con le nuove regole sul roaming approvate oggiufficialmente dal Consiglio:

  • il prezzo massimo che può essere addebitato ai consumatori perinviare un SMS dall’estero è limitato a 0,11 euro (IVA esclusa),rispetto agli 0,28 euro che si pagano oggi in media (i consumatori dei PaesiBassi e del Portogallo pagano più di 0,35 euro per SMS inviato in roaming);
  • si riducono sostanzialmente i prezzi del roaming per i dati (ilcosto sostenuto per navigare su internet o scaricare film con un telefonocellulare all’estero) introducendo una tariffa massima all’ingrosso di 1euro per megabyte scaricato , rispetto al prezzo medio UE di 1,68 euro permegabyte, con picchi registrati in Irlanda (6,82 euro), Grecia (5,30 euro)ed Estonia (5,10 euro). Il prezzo massimo scenderà a 0,80 euro nel 2010 e a0,50 euro nel 2011 e dovrebbe agevolare ulteriori diminuzioni dellebollette;
  • i consumatori vengono protetti dalle “brutte sorprese” quando arriva labolletta, visto che avranno la possibilità di scegliere un meccanismo di interruzione del servizio quando la fattura raggiunge 50 euro , a menoche non optino per un massimale superiore. Gli operatori avranno tempo finoa marzo 2010 per mettere in atto queste misure finalizzate a favorire latrasparenza;
  • i prezzi delle chiamate effettuate in roaming diminuiscono fortemente.Le tariffe massime, che oggi sono fissate rispettivamente a 0,46 e0,22 euro per le chiamate effettuate e ricevute all’estero, scenderanno a0,43 e 0,19 euro il 1° luglio 2009, a 0,39 e 0,15 euro il 1° luglio 2010 e a0,35 e 0,11 euro entro il 1° luglio 2011 (tutti i prezzi si intendono alminuto e IVA esclusa);
  • è introdotto il principio della fatturazione al secondo dopo iprimi 30 secondi per le chiamate effettuate in roaming e dopo il primosecondo per le chiamate ricevute all’estero. Con i metodi di fatturazione alminuto attualmente applicati i consumatori pagano circa il 20% in piùrispetto alla durata effettiva delle telefonate effettuate o ricevute.

Demagogia elettromagnetica e consigli (veri) sull’uso del cellulare

antenna-bts.gifIgnoranza e demagogia, due elementi imprescindibili per un comizio di gente che vuole “tingere di Azzurro il cielo sopra Lurate Caccivio”. Tra le tante cose ignoranti che ho sentito dire ieri sera ce n’è stata una che mi ha colpito in particolare: “Sposteremo le antenne dei cellulati in periferia!

Saranno contenti quelli che ci vivono in periferia…Ora, a parte il fatto la copertura della rete cellulare non è una cosa che può decidere a caso il primo assessore che passa per strada, ma la disposizione delle antenne è funzionale alla distribuzione del segnale e dei dati, chiamate vocali o traffico dati, che con esso viaggiano.

Spostare tutte le antenne dal centro del paese diminuendone la copertura porta a una degradazione del segnale in centro, arrivando fino alla difficoltà a chiamare e l’impossibilità di utilizzare la banda larga wireless (UMTS e HSDPA), costringendo per altro a sottostare al monopolio ADSL di Telecom Italia.

Ma il problema è soprattutto legato alla salute dei cittadini: tra l’antenna, che è sempre a una certa di distanza dal corpo, e il cellulare, che spesso è in tasca, a livello di radiazioni elettromegnetiche assorbite dalla persona è ben più pericoloso il telefonino.

Spostando le antenne più lontano dal centtro, degradandone il segnale,si costringe chiunque abbia un cellulare in quella zona ad avere in tasca un dispositivo che lavora alla massima potenza per ricevere il segnale debole delle antenne e in trasmissione per riuscire a far arrivare il suo segnale fino a esse. Un dispositivo elettronico che emette onde elettromagnetiche alla massima potenza a pochi centimetri dagli organi vitali è molto peggio di una antenna, che minimo è a 50/70 metri dalla persona. Leggetevi i consigli sull’uso del cellulare pubblicati da Ticino Online, che pubblico qui sotto, non sono che la conferma di ciò.

  1. Siate brevi. Riducete il più possibile la durata delle comunicazioni.
  2. Avvicinate l’orecchio al telefonino solo quando la persona risponde allachiamata. Nella fase di connessione infatti, il telefonino raggiunge illivello massimo di irradiazione.
  3. Scegliete un buon posto per telefonare; controllate il livello diricezione dell’antenna sul display del telefonino (minore è la ricezione,maggiore sarà l’irradiamento).a. In caso di bassa ricezione, cercate un posto più adeguato.b. All’interno degli stabilimenti, telefonate in prossimità delle finestre.c. All’esterno, invece, evitate di telefonare dove palazzi o altristabilimenti possono intralciare la ricezione.
  4. Tenete la mano chiusa durante la conversazione telefonica; allungarel’indice per tenere il telefonino può disturbare la ricezione.
  5. Evitate di telefonare in auto:a. la carrozzeria funge da schermaturacontro le onde elettromagnetiche e forza il telefonino ad emettere con piùintensità.b. il rischio di incidenti è moltiplicato; utilizzate almeno unkit mani-libere.
  6. Evitate di telefonare mentre vi spostate (a piedi o in treno/bus),perché il telefonino emette al massimo per ricercare ogni volta il contattocon la rete. In treno approfittate delle fermate alle stazioni.
  7. Utilizzate gli auricolari che riducono in modo significativol’irradiamento diretto al cervello.
  8. Evitate di tenere sempre su di voi il telefonino. Sia in ufficio che incasa, lasciatelo vicino alle finestre, consentendogli una miglior ricezione.
  9. Quando acquistate un nuovo telefonino scegliete un modello con basseemissioni. L’etichetta “Blauer Engel” (l’angelo blu) certifica i telefoninicon un valore SAR minore di 0,6 W / Kg come più rispettosi per la salute(valore massimo 2W/Kg - ulteriori informazioni: http://www.handywerte.de).
  10. Spegnete il telefonino quando non ne fate uso; in modalità Stand-by iltelefono cerca di mettersi in contatto con le antenne, anche se solo perbrevi istanti.

Spostare antenne a caso è quindi pura demagogia e non tiene conto della reale salute dei cittadini. Bisognerebbe che fossero dette queste cose ai cittadini per tutelare la loro salute, non discorsi intrisi di demagogia ignorante.

Suonerie, multe, unbundling e risposte

multa.jpgIn settimana le diverse Autorità per le Garanzie sono state molto attive nel settore della telefonia, tanto per autocitarmi nell’incipit dell’ultimo servizio dello scorso TGtech. Da una parte l’Antitrust ha dato multe ai truffaldini servizi che vendono loghi e suonerie, spacciandoli per contenuti gratuiti, salvo richiedere un abbonamento settimanale non diversi eruro, dall’altra il Garante delle Telecomunicazioni ha rivisto al rialzo i canoni di unbundling e bitstream, accogliendo le proposte di Telecom.

Quest’ultima vicenda ha suscitato un bel vespaio da parte degli operatori concorrenti di Telecom Italia, che si sono stracciati le vesti gridando al monopolio, adducendo che aumentando il canone di affitto dell’ultimo miglio, la connessione dalla centrale telefonica alla casa dell’utente, si rende impossibile il loro lavoro, ossia quello di fornire connettività e accesso telefonico in concorrenza a Telecom Italia, che è il proprietario dell’infrastruttura. Una risposta più che lecita e comprensibile.

Lo è meno quella con cui Buongiorno ha voluto rispondere all’Antitrust, dichiarandosi estranea ai fatti, citando, anzi, una ricerca che la poneva tra i fornitori di servizi premium pià virtuosi. Come qualcuno ha giustamente commentato su Hardware Upgrade…. ‘non si sentono nemmeno un po’ sporchi. Che gentaccia.

Paga la multona, Bella Topolona

multa.jpgFinalmente la truffaldina prassi “Ti regalo la suoneria, mi paghi un abbonamento caro e inutile” è stata dichiarata scorretta e sazionata dall’Antitrust. Sono ben 8 le aziende che per diverso tempo hanno lucrato su quesa procedura e che ora hanno ricevuto una multa dall’Autorità per la concorrenza e il mercato.

Le multate sono: Telecom Italia con 640.000 euro; Vodafone con 560.000 euro; Wind con 480.000 euro; Buongiorno con 115.000 euro; Dada con 125.000; Zed con 95.000 euro; H3G con 155.000 e Zeng con 55.000 euro. Le aziende sono state trovate colpevoli di pubblicità ingannevole, per non aver specificato con chiarezza i termini del contratto, ossia l’accensione di un abbonamento settimanale con rinnovo automatico, con decurtazione del traffico disponibile dalla scheda SIM.

Non solo, anche i termini di disattivazione del servizio sono stati riconosciuto come poco ‘user friendly’ e poco chiari. L’Autorità ha considerato responsabili anche le società di «telefonia mobile che, nei singoli casi, avevano interessi economici nell’offerta dei servizi e avevano collaborato nella definizione dei servizi e autorizzato i messaggi ritenuti ingannevoli dall’Autorità»

Paga la multona, Bella Topolona…

(anche se non vedo ZIG tra i multati!!)