Il Falsomagro in rete



Vuoi sapere chi visita il tuo profilo Facebook? Quello che ti truffa!

facebook-scopri-chi-visita.jpgNegli ultimi tempi la cosa si è un po’ placata, ma c’è stato un periodo in cui ero letteralmente bombardato da richieste di iscrizione a gruppi come “Scopri chi visita il tuo profilo Facebook“, “Scopri chi guarda il tuo profilo“, “Facebook extended, funziona davvero!“, “Scopri chi guarda le tue foto su Facebook“,  “Facebook Stats Pro“, “Trucchi Facebook: come vedere se un amico visita il tuo profilo“, “Scopri chi visita il tuo profilo! Metodo ufficiale, sicura al 100%”.

C’è qualcosa di vero in tutte queste affermazioni? ASSOLUTAMENTE NO! È impossibile tracciare la navigazione sul nostro profilo, sarebbe una cosa da fare a lato server a basso livello da Facebook stesso, non è possibile che una semplice applicazione  “da profilo” possa mettere a disposizione un tool del genere.

La domanda a questo punto non è “come”, visto che è impossibile, ma “perché”. Penso che la questione possa andare in due direzioni: da una parte il multilevel marketing. Un gruppo con molti utenti potrebbe vendere al migliore offerente i dati personali (a cui ognuno di noi dà accesso da parte dell’applicazione che va ad installare sul profilo), tra cui la nostra email su cui spammare offerte commerciali indesiderate. Addirittura potremmo anche trovarci (e i casi riportati sono ormai parecchi) iscritti a un gruppo che prima si chiamava “SuperFacebook, scopri chi visita il tuo profilo e guarda le tue foto” e poi cambia (senza avvertirci) nome e diventa “Abbasso i bambini down“. Dopo il danno (qualcuno ha venduto i nostri dati personali), la beffa (ci troviamo tacciati di una discriminazione con la quale manco siamo d’accordo, che anzi magari aborriamo come fumo negli occhi).

L’altra direzione è una monetizzazione diretta dei click. Tu installi l’applicazione e ti ritrovi sulla pagina dove ti viene promesso di scoprire il numero e il nome di quanti hanno visitato il tuo profilo; clicchi sul bottone continua e… l’omino che ha messo in piedi la truffa si intasca i soldini dell’inserzione che ha abilmente nascosto sotto il bottone “Continua”. Oltre ad avergli regalato i tuoi dati personali gli doni anche qualche centesimo di euro.

Quanto sono diffuse queste applicazioni truffa? Trend Micro ne ha contati ben 25 cloni di una delle tante…

facebook-malware-1-email-example-2.JPGSempre rimanendo in ambito FacciaLibro sta tornando all’attacco anche lo spammer-scammer che invia finte email da parte di Marc Zuckerberg e dello staff Facebook, nelle quali di avverte l’utente che la sua password è stata reimpostata. La fregatura non sta in questo caso in un link che rimanda a una pagina fasulla creata ad hoc per rubare username e password, ma sta in un ben più pericoloso allegato .zip che promette il recupero della password modificata. L’allegato è un pericoloso password stealer, in grado di rubare e inviare al cybercriminale di turno tutte le password che inseriamo nel nostro PC, incluse quelle della posta, del server aziendale e della nostro conto in banca online.

Che dire? Ogni volta che vedete una email che vi invita a recuperare una password smarrita, se non avete mandato voi la richiesta 5 secondi prima, rifuggitela come la peste, cancellatela, mettetevi in salvo!!! 

Annet/Anya/Anna: la scammer non mi ama più

chetrn.jpgSiamo alle solite, dopo una serie di missive grondanti di amore e sogni di un futuro roseo la mia storia con Annet/Anya AKA gloriosflower44@gmail.com  è finita con la solita seire di insulti. Come sempre la vicenda è iniziata con una email di spam:

 Hi.  I  have  received  your  reciprocal e-mail. you did not send me a
picture  You  and  informed nothing on itself. Please make it. I would
like  to  learn  a  little about you. I ask you to find time, for this
purpose.  I  as  want  to ask what you to write to me in English, as I
unfortunately  do not know other languages. I shall wait your message.
Yours faithfully Anya.

Poi è continuata con il solito cliché da Scammer: ci si conosce, lei si dichiara vogliosa di avere una storia seria, si innamora, programma il viaggio in Italia per raggiungere il suo amore (me). Fa bene i conti, ma alla fine l’agenzia le presenta il conto e senza i 1800 euro che le devo mandare io non può partire e il nostro sogno non diventerà mai realtà.

Come sempre le invio un finto numero di trasferimento denaro Western Union, lei si reca allo sportello e non trova nulla, allora le invio una altrettanto finta ricevuta di invio, lei si reca allo sportello e non trova nulla, e si arrabbia. Io mi arrabbio, do della ladra a lei e a tutti i russi, le dico che mi ha spezzato il cuore e il portafoglio e la nostra storia finisce lì.

Cosa resterà di questa storia d’amore? Una finta ricevuta e qualche foto della russa biondina…

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Scammer/Spammer: ora nel mirino c’è MediaMarkt (AKA MediaWorld)

mediamarketstore.jpgNavigare sul web, ma anche solo controllare la propria posta sta diventando pericoloso come girare per la periferia di Bangkok alle 2 di notte sventolando mazzette di dollari. Conosciamo ormai bene le scammer russe (nei prossimi giorni vi racconto tutto di Annet/Anya/Anna, alias gloriosflower44@gmail.com) e abbiamo imparato a riconoscere in loschi personaggi come l’architetto Giuseppe Perna (arch.perna@gmail.com) dei truffatori specializzati in aste online. Conosciamo bene il ricicclaggio di denaro in arrivo dal phishing che sta dietro i fantomatici superpaganti lavori coi bonifici e non ci fidiamo più degli annunci sul Viagra e il Cialis, che ci promettono di ingigantire il nostro pene con pochi dollari.

Quello che non conoscevamo è l’ultima frontiera dello spam/scam: l’uso di marchi molto noti della distribuzione dell’elettronica di consumo per finte vendite speciali. Qualche giorno fa mi arriva infatti questa Continua a leggere »

Fight Spam with Spam

spam-knight.jpgSe non possiamo combatterli, almeno diamogli il maggiore fastidio possibile. Questo è il motto che ho coniato per la mia (e vostra) lotta a spammer, scammer e cybercriminali in genere. Spesso è difficile riucire ad assicurare questi malviventi alla giustizia, soprattutto in quei casi in cui essi risiedono e agiscono all’estero: le rogatorie internazionali non partono se non per reati da decine e centinaia di migliaia di euro.

L’unica cosa è provare a disturbare il più possibile questi criminali informatici: l’esempio delle scammer che mando più e più volte a controllare l’arrivo dei soldi alle filiali Western Union e quello che più mi diverte. Ma per un caso come il nostro fantomatico architetto Giuseppe Perna (arch.perna@gmail.com), noto anche con il meno blasonato indirizzo benottalora66@tiscali.it e della sua truffa su eBay?

Parafrasando i Metallica: Fight SPAM with SPAM. Ma non solo lo spam, ma tutte le truffe basate sull’uso di una casella email. Una saggia operazione di Mail Bombing potrebbe rendere ben più difficile il lavoro del nostro truffatore, anche se sicuramente il criminale avrà provato a prendere qualche precauzione. Io per esempio ho iscritto il nostro amico a tutte le newsletter che ho trovato in giro , se volete datemi una mano e fate anche voi lo stesso!

Lavori sporchi coi bonifici: è il momento dei gioielli

gioielli.jpgL’hot topic del momento nell’ambito dei lavori part-time da casa è quello relativo ai gioielli: in particolare la rete è sotto spam-attack da parte di fantomatici dipendenti della altrettanto fantomatica Western Gold, tutti con indirizzo email @western-gold.net .

Come sempre gli utenti vengono attirati da un lavoro ben retribuito, effettuabile da casa in 1-2 ore, con semplici compiti amministrativi: in realtà vengono poi coinvolti in un giro di bonifici in arrivo dal phishing. In pratica i criminali rubando i dati personali (magari con finte email della banca) si introducono nei conti e dirottano i fondi verso il conto del malcapitato collaboratore part-time; quest’ultimo li preleva dal proprio conto e tramite Western Union o MoneyGram li invia all’estero, pensando di fare un semplice e pulito passaggio amministrativo di una rispettabile ditta di preziosi, dal quale ricava semplicemente una percentuale (per altro molto elevata, si parla dell’8% su cifre di anche 2000 euro).

Alla fine dei passaggi il malcapitato utente caduto nella trappola dei lavori coi bonifici si ritrova ad essere l’ultimo passaggio tracciabile della catena criminale, non essendolo il trasferimento di contanti, soprattutto all’estero. I possessori dei conti defraudati trovano, infatti, in lui il destinatario dei fondi a loro sottratti e lui non può dimostrare dove siano andati a finire i soldi, trovandosi a rifonderli di tasca sua.

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Che fare? Stare attenti a queste golosissime superofferte di lavori super-retribuiti a fatica zero. E ascoltare Google: la nuova funzionalità antiphishing di Gmail, ad esempio, non solo mi ha identificato come spam tutti i messaggi dagli indirizzi xxx@western-gold.net, ma alla loro apertura mi ha chiaramente avvisato della loro molto probabile natura truffaldina.

iPad: i cybercriminali si fregano le mani

Lo diciamo spesso qui sul Falsomagro: ogni volta che un argomento balza prepotentemente agli onori della cronaca e risveglia le googolate degli utenti, gli hacker si fregano le mani. Tanto interesse significa tanto traffico web, e molte pagine generate significano più possibilità di nascondere da qualche parte del malware.

apple-ipad.jpgInoltre capita spesso che questo tipo di argomenti, come il lancio dell’Apple iPad, risvegli la curiosità tecnologica degli utenti anche meno smaliziati, quelli, per intenderc, più esposti alle trappole degli hacker. Sistemi e browser poco aggiornati, tendenza a cliccare qualunque cosa che si muove e voglia di approfittare di offerte incredibili, sono un mix deleterio, che porta più infezioni di un giro in ospedale…

 

Haiti: occasione per cybercriminali senza ritegno

haiti-earthquake.jpgI cybercriminali sono davvero una specie senza ritegno: giusto l’altro giorno parlavamo dei numeri del fenomeno spam e malware, ricordando come eventi di interesse internazionale corrispondessero a picchi nell’attività di spammer, scammer e hacker.

Notizia di questi giorni, segnalata da McAfee è che anche il terremoto di Haiti è divenuta fonte di guadagni illeciti per i criminali informatici. Le coscienze di tutto il mondo si sono smosse per fare qualcosa in favore della popolazione centramericana, colpita da un sisma che non si vedeva da secoli: in particolare gli utenti hanno aperto i loro portafogli per effettuare donazioni.

Uno dei mezzi più utilizzati per questa operazione è il web e Google è in testa alle classifiche d’uso per la ricerca di informazioni. I ricercatori McAfee hanno trovato molto in alto nel ranking del motore di ricerca in relazione alle parole chiave relative al disastro di Haiti diverse pagine create ad hoc installare malware e riuscire ad intercettare le donazioni o i dati delle carte di credito, sfruttando in particolare una vulnerabilità di Internet Explorer.

Lo ripeto: sono davvero senza ritegno

Elena is back! (again)

Di un anno più vecchia, ora dichiara di avere 33 anni, la nostra cara Elena, progenitrice di tutte le nostre amiche scammer, è tornata a farsi sentire con la sua richiesta per una stufa a legna.  Dopo la sua sortita estiva, come ogni anno nell’imminenza delle feste, sua madre ha perso il lavoro  e le ristrettezze economiche della famiglia non gli consentono di procedere all’acquisto di una stufa a legna, proprio adesso che la temperatura esterna è scesa a -18.

Ma della stufa che gli ho mandato l’anno scorso cosa ne ha fatto? Mi ha pure ringraziato dei soldi ricevuti per comprarla? Cosa fa, d’estate se le mangia le stufe?

Per chi ancora non lo sapesse (i lettori abituali del Falsomagro ormai lo sanno benissimo) si tratta di una truffa, volta a scucire qualche soldino dalle tasche dei cuori inteneriti per l’arrivo del Natale. Non c’è nessuna Elena, non c’è nessun Valentin (la prima versione, lo studente che non aveva i soldi per mangiare): solo dei criminali che truffano la gente. State attenti e passate un bel Natale ;-)

A Natale sotto l’albero: 12 truffe informatiche - terza parte

pacco-natale.gifContinua la nostra lista delle truffe informatiche che i cybercriminali hanno preparato per addobbare a festa il nostro albero di Natale.  Non solo bisogna astenersi dalla tentazione di cliccare gli allegati che ci arrivano via email, è bene anche tenersi lontani dai contenuti a tema natalizio come screensaver, suonerie, testi di canti natalizi (7). Spyware, adware, malware potrebbero essere inclusi nel prezzo.

La lista stilata da McAfee ci trova preparati sulla truffa numero 8: le email che offrono lavori da casa per arrotondare e permettersi regali fantasmagorici. Chi legge regolarmente il Falsomagro ricorderà certamente la mia inchiesta sui lavori coi bonifici: un ottimo mezzo per aiutare le mafie e finire tra l’incudine e il martello della giustizia e dei criminali. Un’altra tecnica utilizzata è quella di proporre lavori chiedendo una piccola cifra per l’apertura delle pratiche e l’avvio, soldi che naturalmente appena versaati prendono il volo…

Natale e la ricerca dei regali, ma soprattutto il post-Natale e la svendita sui siti di aste dei regali indesiderati sono un vero e proprio paradiso per i malviventi: in mezzo a tante offerte, come non farsi tentare da quella così golosa (9)? Okkio a fare tutto per bene, in modo tracciabile e possibilmente con qualche protezione post-vendita: capita molto spesso di trovare aste fasulle, pagare e aspettare invano il proprio oggetto.

 

A Natale sotto l’albero: 12 truffe informatiche - prima parte

pacco-natale.gifNon c’è antivirus che tenga, con le nuove frontiere del cybercrimine il lavoro da fare è quello sugli utenti, causa primaria nella maggior parte dei casi delle truffe che li vede protagonisti. Hai voglia a creare un algoritmo che sia in grado di riconoscere le pagine malevole, se poi l’utente medio apre qualsiasi link che trova nelle email della propria (finta) banca, del suo (inesistente) conto Banco Posta e del suo (ma quando mai) account eBay.

Per questo tutte le software house che si occupano di sicurezza stanno investendo parecchio sulla comunicazione al fine di prevenire le principali truffe informatiche. Meno utenti ci cascano, meno zombie e altre cose ci sono in giro e più facile è alla fine anche il loro lavoro.

McAfee mette in guardia l’utenza contro le 12 principali truffe informatiche in vista del prossimo Natale, periodo che storicamente vede aumentare il numero di email in circolazione, innalzarsi il senso di bontà degli utenti e diminuire Continua a leggere »