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Plantsense: Piantatela! E poi curatela…

plantsense-usb.jpgAvete delle piante in casa, ma il vostro pollice stenta a diventare verde? Forse la tecnologia può venirvi in aiuto e darvi una soluzione. PlantSense è un sensore ambientale dotato di presa USB in grado di registrare le caratteristiche del microclima che circonda la vostra pianta da appartamento, per poi scaricarle sul vostro PC.

I dati raccolti vengono poi inviati via internet ai server di PlantSense che li analizzano, restituendo alcuni preziosi consigli. plantsense-pot.jpgAd esempio ci può consigliare il tasso di innaffiamento corretto, oppure qual’è la pianta più indicata per quel vaso in quella posizione. Vi rimando al How it Works per approfondimento.

Altro che Virtual Plantz, qui le piante sono reali e la tecnologia può rendere il pollice di ciascuno un po’ più verde. Io mi sono appena iscritto alla Beta, vi farò sapere come e se funziona veramente!

Ricerca Nokia: il cellulare vecchio rimane nel cassetto

Vi ho parlto qualche tempo fa delle inziative per favorire il riciclo dei cellulari usati. Qualcuno di questi programmi offre un’incentivo morale per conferire al riciclatore il proprio vecchio telefonino, altri, come quello Vodafone/Enel, dona in cambio qualcosa (nel caso specifico tre lampadine a basso consumo).

nokia-2600.jpgI dati reali sulle abitudini delle persone sono a dire il vero sconfortanti, almeno questo è il quadro che emerge da un ricerca commmissionata da Nokia (se volete leggere tutto il pdf ecco il link global-consumer-survey-reveals-that-majority-of-old-mobile-phones-are-lying-drawers.pdf). Solo il 3% delle persone intervistate (un campione di 6500 consumatori in 13 paesi) ha dichiarato di riciclare il proprio cellulare quando un nuovo modello prende il suo posto. Nel restante 97% dei casi il vecchio telefonino rimane in un cassetto. Continua a leggere »

Finita la carica del cellulre? É ora di muoversi!

dance-charger.jpgCapita anche troppo spesso di rimanere a secco di energia per il nostro cellulare, magari in situazioni che non permettono l’accesso alla rete eletterica. In questi casi vengono in aiuto alcune simpatiche idee ecocompatibili, come il caricabatterie solare o quello eolico.

 Ma se siete al Glastonbury Rock Festival, è calata la notte, non c’è un alito di vento e dovete dire alla mamma che fate tardi, che fare? Mettetevi a ballare. Sì, avete capito, ballate muovetevi, non state fermi lì come degli allocchi? Sì..Il cellulare si carica per magia o per solidarietà, direte voi, con sarcasmo… Poi c’era la marmottina…ecc..ecc

No, è il nuovo caricabatterie da braccio, proposto da Orange per l’annuale Raduno nel Fango. Con pesi e magneti è in grado di trasformare l’energia cinetica del movimento in corrente elettrica per ricaricare un accumulatore interno. Quest’ultimo può poi essere collegato al cellulare per fornirgli una ricarica di emergenza.

Siete ancora lì fermi?? Muovetevi!!!

Ecocho, di nuovo sospeso

Quella di Ecocho sembra una storia abbastanza travagliata: dopo le strane pagine apparse al suo posto a chi tentava le ricerche, ora per chi si affida alla versione basata sul motore di Google (io ho integrato il servizio nel box di ricerca di Firefox) c’è un’altra brutta sorpresa.

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Il servizio è stato sospeso! Pare che Google abbia deciso di sospendere il servizio di ricerca/advertising, forse per i ridultati troppo eclatanti sperimentati dall’iniziativa australiana. Il sistema che promette di piantare alberi grazie ai soldi derivanti dai click sui link sponsorizzati nelle ricerche Google sembra quindi aver violato le regole del colosso di Mountain View. Qualcuno aveva fatto emergere questo dubbio fin dalla prima uscita del sito.

La ricerca con il motore di Yahoo!, invece è ancora attiva, chissà se questa durerà o sperimenterà anch’essa problemi…

Ecocho’s back!

Come prontamente mi segnalava ieri Chiara (grazie della segnalazione!) Ecocho è tornato online, la pagina non è più sospesa e sembra di nuovo tutto nei canoni della normalità.

 ecocho-back.jpg

Potrebbe essere semplicemente stato un eccesso di traffico quello che fatto sospendere momentaneamente il sito, come i titoli in borsa vengono sospesi per eccesso di rialzo. Io per sicurezza lo tengo monitorato!

Alberi già in fumo?

Più che piantare alberi Ecocho ha già piantato tutti in asso… Provando ad aprire la pagina di ricerca appare questo sconsolante messaggio, che indica che la pagina è stata sospesa..

ecocho-suspended.jpg

Qualcuno in effetti aveva sollevato qualche dubbio sul sistema, citando altri casi che sono incappati in una simile sorte. Sarà questo il caso? Siamo di fronte all’ennesima bufala? Vedremo, al momento la puzza di (albero) bruciato è intensa…

Ecocho, il motore di ricerca ecocompatibile

Verde. Ecco uno degli aggettivi che anche sul web comincia ad avere un’importanza rilevante. Già in occasione del post su GigaBlast, vincitore della specifica classica dei migliori motori di ricerca, mi ero soffermato sull’ecocompatibilità del progetto. In quel caso la maggiore attenzione all’ecologia del motore di ricerca, rispetto per esempio a Google, si traduce in un algoritmo più leggero, in grado di utilizzare meno server (e quindi meno energia elettrica) per la risposta alle ricerche.

Ecocho invece si basa su un concetto ben diverso. In pratica è fa da interfaccia di ricerca utilizzando i motori Yahoo! e Google, ma pianta due nuovi alberi per ogni mille ricerche effettuate. Piantare due nuovi alberi significa andare a compensare la CO2 (anidride carbonica) prodotta per fornire energia ai sistemi, mettendo a ‘Impatto Zero‘ le nostre ricerche. Il concetto è lo stesso che sta alla base del progetto ImpattoZero di Lifegate.

ecocho.jpg

 

La cosa è interessante, non costa nulla: io personalmente ho intenzione di trasformare Ecocho nella mia pagina di ricerca.