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Una delle solite email dal titolo “Vuoi guadagnare su internet?” mi ha rimbalzato a un link che sa di web 1.0 in una maniera indecente: una paginazza di un html prima maniera che propone un modo semplice, facile, veloce, indolore, per fare un sacco di soldi sul web. BeRuby, questo il nome del fantomatico servizio che millanta guadagni succulenti propone un modo semplice di fare soldi.
Ti iscrivi al servizio clicchi sui siti inserzionisti e guadagni (secondo loro). Puoi guadagnare in tre modi: con visita, con registrazione o con acquisti. La cosa ha un’aria stantia, rivisitata con un semplice make-up grafico, che rimanda al vecchio metodo delle email con la formula pay-per-click.
I siti che danno una remunerazione per la semplice visita sono praticamente ininfluenti ai fini dei guadagni, mentre i guadagni più consistenti sono quelli relativi all’iscrizione ai servizi (spesso a pagamento).
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Il post sulla truffatrice che si spaccia per l’affidabile Avvocato Giuseppe Perna o Giuseppe Pellegrino sta raccogliendo un numero crescente di persone toccate dalla truffa sui siti di aste ed annunci. Canon EOS 7D, Nikon D300, Bimby, tutti regali che il truffatore avrebbe ricevuto in regalo e che venderebbe a prezzi stracciati 400-450 euro per recuperare qualche soldino.
Molti utenti si sono insospettiti e grazie alle inchieste del Falsomagro si sono risparmiati la truffa, molti altri invece hanno scoperto il trucco dopo il pagamento. Ho personalmente segnalato la truffa a Le Iene parecchi mesi fa, ma non ho avuto risposta, oggi ho provato con SOS Gabibbo di Striscia la Notizia, magari la cosa può risultare interessante per Max Laudadio o per Moreno Morello….
Il servizio ha ricevuto la mia mail e mia ha ringraziato, vedremo ora se decideranno di far salire la vicenda agli onori della cronaca, sarebbe un bel colpo per la nostra astuta truffatrice, sicuramente la fetta di pubblico raggiungibile dalla TV è ancora maggiore di quella del web, soprattutto è meno “sgamata” e più bisognosa di consigli per tutto ciò che riguarda il prevenire le truffe online.
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Ebbene sì, la scammer religiosa è resuscitata, d’altra parte c’era da aspettarselo visto il tema. In realtà forse è più corretto dire che si è reincarnata, per l’esattezza nei panni della signora Ruth Wells (ruth.wells96@yahoo.com.sg), che ha una storia identica alla nostra amica Mary Joseph. Moglie del defunto ambasciatore della Costa d’Avorio in Kuwait, la signora prima di morire ha deciso di donare i suoi averi in cristiana beneficienza, contando sul nostro aiuto per il trasferimento del denaro, da sottrarre alle grinfie dei parenti musulmani.
La procedura è la solita: la signora mi ha invitato a contattare la banca, tramite un indirizzo che suona reale e vero come una banconota da ventottomila lire, atlantiqueba@yahoo.fr; ora la finta Banca mi dirà di affidarmi a un legale per la produzione di alcuni documenti ufficiali necessari al trasferimento, consigliandomi la persona da contattare; il finto legale cercherà di spillarmi dai 2000 ai 4000 euro per le pratiche e poi sparirà lasciando con il naso in mezzo alla faccia. Tipica, classica, collaudata truffa alla nigeriana, arricchita dall’aspetto caritatevole invece del classico desiderio di arricchimento personale.
Diffondete, fate conoscere ai meno esperti del web, alle persone di buon cuore che ci potrebbero cascare, a tutti quelli che hanno poca esperienza nel discernere l’erba cattiva da quella buona in quella giungla che può essere il web.
Il Tagliaerbe è sempre avanti un passo nel panorama web italiano. Quasi un mese fa ha parlato di Foursquare e Gowalla, invitandomi a provare questi due nuovi social network, basati sulla posizione geografica. Manco a farlo apposta qualche giorno fa il creatore di Foursquare si è guadagnato la copertina di Wired UK, come social golden boy del momento. Io personalmente sto utilizzando i due servizi da un po’ di tempo e come il Taglia ne intravedo interessanti opportunità. Si tratta di servizi molto mobile, basandosi sulla posizione geografica dell’utente e l’esperienza da cellulare è fondamentale.

In pratica ovunque si va si può fare il check-in vedendo quali altri utenti si trovano nello stesso luogo oppure facendo sapere a tutti tramite Twitter e Facebook dove ci si trova, invitando gli amici a raggiungerci. Più check-in si fanno (o in generale più azioni si fanno) più punti si accumulano e più distintivi si guadagnano. L’idea dei distintivi è molto interessante e crea quella giusta tensione da competizione, portando gli utenti ad utilizzare molto il servizio, per emergere dall’anonimato della massa.
Su BlackBerry Foursquare è più intuitivo e soprattutto più veloce e snello, facile da usare. Gowalla al contrario è macchinoso e lento, a un abisso di distanza dalla versione che ho visto girare sull’iPad del Taglia, dove invece dava il meglio di sé. E voi li avete provati? Su che piattaforma? Quali badge avete guadagnato? I miei li potete vedere qui.
Grazie alla gentile collaborazione di Andrea ho avuto a disposizione l’iPad per una serata, per un rapido giro di prime impressioni. Non mi è ancora del tutto chiara la destinazione d’uso del dispositivo, ma una prima idea me la sono fatta.
L’interfaccia è effettivamente parecchio avanti, decisamente ai livelli dell’iPhone rispetto alla concorrenza ai tempi in cui è uscito. Veloce, senza incertezza, con un pitch zoom che in Google Maps è davvero impressionante: navigate sulle mappe di Google e scoprirete uno dei veri punt di forza dell’iPad.
Mi lasciano un po’ perplesso la mancanza del supporto flash, Che rende la navigazione un po’ limitata, e il sistema di gestione di contenuti e applicazioni Legato del tutto a iTunes e App World.
Mi piacerebbe provarlo davvero in mobilità, per capire ad esempio come può essere utilizzato questo strumento sul treno o in metropolitana. Credo che la versione senza supporto 3G abbia poco senso in Italia, dove il wifi non è ancora accessibile in mobilità come in altri paesi.
Questo primo contatto l’ho scritto dall’iPad sulla tastiera virtuale, con un unico problema: ottima la digitazione, ma non ho mica capito come disattivare i suggerimenti delle parole in inglese…
A domani le impressioni a mente fretta.
Conludevo l’ultimo post dicendo che per per le modifiche alle immagini c’è sempre Photoshop, ma effettivamente per chi come me lo utilizza per lavoro o per chi non si fa problemi ha trovarne una simpatica versione craccata la cosa è semplice, ma per tutti quelli che non vogliono spendere i soldi per un programma che utilizzeranno poco e non vogliono/possono affidarsi a software piratato il problema si pone eccome!
Chi avesse bisogno di controlli avanzati e funzionalità di grafica può cimentarsi con la poco user-friendly interfaccia di GIMP, che offre molti strumenti, ma sparsi in giro per il desktop in 3/4 finestre. Chi invece ha bisogno semplicemente di dare un semplice tocco di trucco a qualcuna delle sue foto può affidarsi alle numerose applicazioni web che mettono a disposizione gli strumenti più semplici e rapidi.

Oggi vi segnalo PIXLR, un semplicissimo tool free online che gratis permette di regolare i principali parametri (luminosità, contrasto, saturazione, livelli) delle vostre foto. Si carica una foto online e la si modifica, salvando poi in locale la versione ritoccata. Per poche foto è uno strumento facile, veloce e soprattutto gratis, fateci un salto.
Navigare sul web, ma anche solo controllare la propria posta sta diventando pericoloso come girare per la periferia di Bangkok alle 2 di notte sventolando mazzette di dollari. Conosciamo ormai bene le scammer russe (nei prossimi giorni vi racconto tutto di Annet/Anya/Anna, alias gloriosflower44@gmail.com) e abbiamo imparato a riconoscere in loschi personaggi come l’architetto Giuseppe Perna (arch.perna@gmail.com) dei truffatori specializzati in aste online. Conosciamo bene il ricicclaggio di denaro in arrivo dal phishing che sta dietro i fantomatici superpaganti lavori coi bonifici e non ci fidiamo più degli annunci sul Viagra e il Cialis, che ci promettono di ingigantire il nostro pene con pochi dollari.
Quello che non conoscevamo è l’ultima frontiera dello spam/scam: l’uso di marchi molto noti della distribuzione dell’elettronica di consumo per finte vendite speciali. Qualche giorno fa mi arriva infatti questa Continua a leggere »
I generatori automatici mi fanno sempre rotolare a terra dalle risate. Vi ricordate l’autogenerator di Qualifiche Web 2.0? C’è chi ha fatto di meglio. Molto meglio. Dando refresh su questo post di Metilparaben avrete ogni volta un assurdo testo da cantare sulla (altrettanto assurda, la canzone e la posizione in classifica del festival di Sanremo) canzone “Italia Amore Mio” del trio Pricipupocanonico.
Un esempio? Chiudete gli occhi, riandate con la mente al palco dell’Ariston, lasciate perdere la Clerici che cammina come Nonna Papera, riavvolgete il nastro all’intro di chitarra e poi lasciate che il Principe Savoiardo in(S)toni:
Ricordo quando ero postino
viaggiavo con la pubalgia
chiudevo gli occhi e immaginavo
di avere un collo di pelliccia
Questo si che non ha prezzo….
La gente buzza e anche Google ha deciso di dire la sua, così potremmo riassumere l’annuncio di ieri sera. Come Google si è fatto famoso nei motori di ricerca dando alle persone i risultati più consoni alle loro esigenze in un periodo in cui il web andava crescendo e si faceva sempre più difficile trovare quello che si stava cercando, così con l’esuberante crescita dei social network Google ha deciso di creare uno strumento per gestire al meglio gli aggiornamenti di stato delle persone vicine.
Con Google Buzz il colosso di Mountain View prende a spizzichi e bocconi dai social network in giro per il mondo e scimiottando Facebook e Twitter e integrando i suoi servizi come Picasa e YouTube crea un calderone di contenuti, al quale però dovrebbe applicare concetti di rank e rilevanza, tipici della sua filosofia e chiavi del suo successo nel mondo dei motori di ricerca. Trovate tutta la spiegazione nei due video pubblicati da Google e un riassunto nella news di Hardware Upgrade.
Condivido con il Taglia l’opinione che a parole sia una cosa troppo complessa da spiegare e il dubbio che possa risultare un flop come Google Wave. Nel frattempo sto ancora aspettando che appaia la voce Buzz nell mia casella Gmail, per provare il servizio in prima persona.
Lo diciamo spesso qui sul Falsomagro: ogni volta che un argomento balza prepotentemente agli onori della cronaca e risveglia le googolate degli utenti, gli hacker si fregano le mani. Tanto interesse significa tanto traffico web, e molte pagine generate significano più possibilità di nascondere da qualche parte del malware.
Inoltre capita spesso che questo tipo di argomenti, come il lancio dell’Apple iPad, risvegli la curiosità tecnologica degli utenti anche meno smaliziati, quelli, per intenderc, più esposti alle trappole degli hacker. Sistemi e browser poco aggiornati, tendenza a cliccare qualunque cosa che si muove e voglia di approfittare di offerte incredibili, sono un mix deleterio, che porta più infezioni di un giro in ospedale…