Il Falsomagro in rete



Scammer/Spammer: ora nel mirino c’è MediaMarkt (AKA MediaWorld)

mediamarketstore.jpgNavigare sul web, ma anche solo controllare la propria posta sta diventando pericoloso come girare per la periferia di Bangkok alle 2 di notte sventolando mazzette di dollari. Conosciamo ormai bene le scammer russe (nei prossimi giorni vi racconto tutto di Annet/Anya/Anna, alias gloriosflower44@gmail.com) e abbiamo imparato a riconoscere in loschi personaggi come l’architetto Giuseppe Perna (arch.perna@gmail.com) dei truffatori specializzati in aste online. Conosciamo bene il ricicclaggio di denaro in arrivo dal phishing che sta dietro i fantomatici superpaganti lavori coi bonifici e non ci fidiamo più degli annunci sul Viagra e il Cialis, che ci promettono di ingigantire il nostro pene con pochi dollari.

Quello che non conoscevamo è l’ultima frontiera dello spam/scam: l’uso di marchi molto noti della distribuzione dell’elettronica di consumo per finte vendite speciali. Qualche giorno fa mi arriva infatti questa Continua a leggere »

Generatore Automatico di… canzoni del Principupo

I generatori automatici mi fanno sempre rotolare a terra dalle risate. Vi ricordate l’autogenerator di Qualifiche Web 2.0? C’è chi ha fatto di meglio. Molto meglio. Dando refresh su questo post di Metilparaben avrete ogni volta un assurdo testo da cantare sulla (altrettanto assurda, la canzone e la posizione in classifica del festival di Sanremo) canzone “Italia Amore Mio” del trio Pricipupocanonico.

Un esempio? Chiudete gli occhi, riandate con la mente al palco dell’Ariston, lasciate perdere la Clerici che cammina come Nonna Papera, riavvolgete il nastro all’intro di chitarra e poi lasciate che il Principe Savoiardo in(S)toni:

 Ricordo quando ero postino
viaggiavo con la pubalgia
chiudevo gli occhi e immaginavo
di avere un collo di pelliccia

Questo si che non ha prezzo….

Anche Google Buzza

google-buzz35.jpgLa gente buzza e anche Google ha deciso di dire la sua, così potremmo riassumere l’annuncio di ieri sera. Come Google si è fatto famoso nei motori di ricerca dando alle persone i risultati più consoni alle loro esigenze in un periodo in cui il web andava crescendo e si faceva sempre più difficile trovare quello che si stava cercando, così con l’esuberante crescita dei social network Google ha deciso di creare uno strumento per gestire al meglio gli aggiornamenti di stato delle persone vicine.

Con Google Buzz il colosso di Mountain View prende a spizzichi e bocconi dai social network in giro per il mondo e scimiottando Facebook e Twitter e integrando i suoi servizi come Picasa e YouTube crea un calderone di contenuti, al quale però dovrebbe applicare concetti di rank e rilevanza, tipici della sua filosofia e chiavi del suo successo nel mondo dei motori di ricerca. Trovate tutta la spiegazione nei due video pubblicati da Google e un riassunto nella news di Hardware Upgrade.

 Condivido con il Taglia l’opinione che a parole sia una cosa troppo complessa da spiegare e il dubbio che possa risultare un flop come Google Wave. Nel frattempo sto ancora aspettando che appaia la voce Buzz nell mia casella Gmail, per provare il servizio in prima persona.

iPad: i cybercriminali si fregano le mani

Lo diciamo spesso qui sul Falsomagro: ogni volta che un argomento balza prepotentemente agli onori della cronaca e risveglia le googolate degli utenti, gli hacker si fregano le mani. Tanto interesse significa tanto traffico web, e molte pagine generate significano più possibilità di nascondere da qualche parte del malware.

apple-ipad.jpgInoltre capita spesso che questo tipo di argomenti, come il lancio dell’Apple iPad, risvegli la curiosità tecnologica degli utenti anche meno smaliziati, quelli, per intenderc, più esposti alle trappole degli hacker. Sistemi e browser poco aggiornati, tendenza a cliccare qualunque cosa che si muove e voglia di approfittare di offerte incredibili, sono un mix deleterio, che porta più infezioni di un giro in ospedale…

 

La blogosfera italiana sotto la lente di una Social Network Analysis

Avete mai provato a dare uno sguardo d’insieme alla blogosfera italiana? A spizzichi e bocconi ognuno si fa la sua idea dei trend e delle relazioni che esistono tra le diverse anime della folta schiera di blogger italiani, ma andare a fare un’analisi allargata e d’insieme è un’impresa complessa. A livello globlale ogni anno c’è la mappa WebTrends a schirire le idee, ma a livello italiano?

sna-small.png

Ci ha provato Vincos Blog applicando la tecnica Social Network Analysis, andando dapprima a considerare i 500 blog più citati nel secondo semestre del 2009 e cercando di capire le relazioni tra essi e tra tutti i blog che che vengono coinvolti dai link in entrata e uscita. Cito Vincos

“La SNA che origina dai contributi di Jacob Levi Moreno, il fondatore della sociometria, scienza che analizza le relazioni interpersonali, permette di far emergere i nodi centrali (hub) di un certo sistema di relazioni, ma anche i soggetti ponte (bridge) che rendono possibile la comunicazione tra due sotto reti (clique) distanti”.

La nuvola di relazioni non è di facilissima decriptazione, però rende ragione delle aree di interesse dei diversi blog e delle relazioni, inter-relazioni e correlazioni che si instaurano nel panorama del web 2.0 e non italiano. Troviamo il Tagliablog nel cuore della sua nicchia e Appunti Digitali in zona più periferica, in linea con la posizione che i due blog occupano nel panorama “Social” italiano. Per il momento i blog mappati sono 1741, chissà se in futuro anche il Falsomagro o Appunti Fotografici riusciranno ad entrare nella mappa.

Haiti: occasione per cybercriminali senza ritegno

haiti-earthquake.jpgI cybercriminali sono davvero una specie senza ritegno: giusto l’altro giorno parlavamo dei numeri del fenomeno spam e malware, ricordando come eventi di interesse internazionale corrispondessero a picchi nell’attività di spammer, scammer e hacker.

Notizia di questi giorni, segnalata da McAfee è che anche il terremoto di Haiti è divenuta fonte di guadagni illeciti per i criminali informatici. Le coscienze di tutto il mondo si sono smosse per fare qualcosa in favore della popolazione centramericana, colpita da un sisma che non si vedeva da secoli: in particolare gli utenti hanno aperto i loro portafogli per effettuare donazioni.

Uno dei mezzi più utilizzati per questa operazione è il web e Google è in testa alle classifiche d’uso per la ricerca di informazioni. I ricercatori McAfee hanno trovato molto in alto nel ranking del motore di ricerca in relazione alle parole chiave relative al disastro di Haiti diverse pagine create ad hoc installare malware e riuscire ad intercettare le donazioni o i dati delle carte di credito, sfruttando in particolare una vulnerabilità di Internet Explorer.

Lo ripeto: sono davvero senza ritegno

Email: il 92% è spazzatura

Ogni tanto le aziende che si occupano di sicurezza informatica fanno i conti e i dati che ne emergono sono sempre impressionanti. L’ultima ricerca è di Panda Software e stabilisce che il 92% delle email in circolazione è spazzatura: spam, scam, malware, truffe e via dicendo.

obama-spam.jpgPiù di 9 email su 10 sono da buttare insomma. Considerando che ogni email per “vivere” sul web richiede risorse energetiche potremmo quasi dire che una delle soluzione più drastiche contro il riscaldamento globale sarebbe azzerare lo spam. I server dovrebbero lavorare meno e l’energia non andrebbe sprecata.

Nell’ultimo anno il pattume informatico ha avuto dei picchi impressionanti; come riporta il buon Fabio Boneschi sulle pagine di Hardware UpgradeGli esperti di Panda hanno rilevato ben 25 milioni di nuove forme di malware in un solo anno, che va paragonato ai 15 milioni rilevati in 20 anni di attività della multinazionale”.

I picchi seguono gli eventi a livello internazionale, per sfruttare la curiosità della gente e avere più possibilità di andare a segno. Ad esempio attorno all’elezione di Obama si erano scatenati i cybercriminali, confezionando email infette che invitavano a cliccare su link che mostravano un fantomatico video scandaloso con protagonista il futuro presidente USA oppure su quelli che informavano sulla cancellazione (anch’essa fantomatica) della cerimonia di insediamento.

Neonisi - Semplice clone di eBay?

neonisi.gifIn realtà non mi è ancora ben chiaro cosa sia praticamente, se un semplice clone di eBay, come i tanti subito.it e amici vari, o se effettivamente possa rappresentare qualcosadi diverso. Sto parlando di Neonisi, un servizio che di definisce così: “Il nome deriva da due parole greche: “Neos” e “Nisi”, che significano rispettivamente “Nuova” ed “Isola”. Il motivo di questa scelta è stato l’obiettivo principale che si pone la piattaforma: creare una nuova isola nello sconfinato oceano del web dove coloro che sono intenzionati a fare business online possano approdare in modo sicuro e divertente.

Cosa effettivamente sia non è ben chiaro nemmeno nel FAQ alla domanda “Perchè questo sito è diverso dagli altri?“, la cui risposta è “A differenza degli altri Market Place, questo sito vuole essere un vero e proprio Business Place. Ovvero un posto in cui è possibile comprare, vendere e guadagnare su Internet attraverso innovativi sistemi creati appositamente per questa piattaforma.

 Voi ci avete capito qualcosa? In ogni caso io mi sono iscritto, se volete fare altrettanto cliccate qui.

A Natale sotto l’albero: 12 truffe informatiche - quarta parte

pacco-natale.gifQuarto appuntamento con i poco simpatici doni che hacker e cybercriminali hanno preparato in mezzo ai nostri regali di Natale. Nelle feste natalizie, complice la ricerca di regali e idee e le vacanze, il traffico sul web aumenta , soprattutto per gli utenti meno smaliziati, maggior tempo sul web significa anche maggiore esposizione a truffe e simili.

Nel periodo festivo gli hacker rizzano le antenne e spargono i loro keylogger (10) in giro per la rete, sicuri che qualche pesce abbocchi. Si tratta di sistemi che monitorano le azioni degli utenti e sono in grado di vedere i dati immessi nei diversi campi, compresi username e password. Il problema in questo caso non è tanto  il farsi rubare la passoword di un servizio, magari poco utilizzato e con pochi dati sensibili, mai dolori iniziano se le credenziali di accesso sono le stesse utilizzate per account più importanti, ad esempio quello di posta su cui arrivano le eventuali email dei servizi “Password smarrita”. Il consiglio è avere password diverse e complicate per ogni servizio.

Le finte email della banca (11) sono un altro classico, attivo durante il corso dell’anno, ma in aumento nei periodi in cui le persone hanno necessità di liquidità, come prima delle vacanze estive e natalizie. Consiglio: non lasciatevi prendere dal panico se un’email annuncia la chiusura del vostro conto, non è così facile che al giorno d’oggi una banca si voglia liberare di un cliente fedele!

Una volta che vi hanno rubato le password non pensiate che ci siano solo i furti a farvi stare in pensiero, una moda imperante tra gli hacker è quella di bloccare i vostri servizi vitali, per poi chiedervi in cambio della “liberazione” un vero e proprio riscatto. Questa pratica prende il nome di Ransomware (12) e rappresenta davvero una brutta spina nel fianco.

Musiz.org: alternativa a Grooveshark?

musiz.jpgCome abbiamo visto nel post che trovate a questo indirizzo, esiste un modo abbastanza semplice per aggirare le proibizioni messe agli utenti italiani dall’accoppiata Next Music di Next Open Innovation e Grooveshark. La procedura richiedel’aggiunta di due semplici righe nel file hosts, ma richiede comunque una conoscenza almeno minima del proprio sistema.

Per chi non volesse cimentarsi nella modifica del file, o non potesse per mancanza di permessi di amministratore del sistema, esiste una alternativa simile a Grooveshark, che ho scoperto navigando su Bloggerman. Musiz.org non offre l’ampiezza del catalogo di Grooveshark, e nemmeno i controlli avanzati su preferiti e playlist, ma per sentirsi un brano ogni tanto è più che sufficiente. Sempre che riusciate a digerire la grafica a dir poco “vivace“.

La funzione ascolta funziona, mentre quella download vi spedisce in giro per la rete, ma non vi permette il download immediato del brano prescelto.